Senape (seconda parte)

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NOTTE FONDA

“Toc toc““Toc toc toc toc“
«Oh! Dottor Gregori, per fortuna è qui!»
«Ho fatto più in fretta che ho potuto, Dora. Dalla voce ho intuito subito che fosse grave. Dov’è Palmira?»
I due entrano nel salone illuminato solo da due applique.
«È chiusa a chiave nella sua stanza e non riesco a entrare, sento che si lamenta ma non risponde. Ieri sera era così agitata, diceva cose senza senso»
Il medico resta indietro mentre la donna comincia a fare strada sulla scalinata che porta alle camere da letto «Cose… come?»
«Cose così, senza né capo né coda lo sa com’è fatta Palmira, Fulvio. Ha sempre la testa tra le nuvole, fa sogni a occhi aperti, vi conoscete da anni»
Sono già nei pressi della porta mentre i pensieri e i ricordi di un passato lontano si scorgono in una scintilla negli occhi del medico.. Il dottore tenta di aprirla spingendo più volte sulla maniglia ma senza successo.
L’uomo non si dà però per vinto, studia con attenzione il suo ostacolo sfiorando i cardini indeboliti dal tempo. Li spinge con forza, portandoli fuori dal loro posto. La porta cede e davanti ai suoi occhi appare il corpo inerme di Palmira, abbandonata sul pavimento, il viso stravolto da una profonda agonia che non l’ha lasciata neppure dopo la morte.
Il medico le si lancia addosso, cercando in un disperato tentativo di riprendere qualcosa che era andato via da troppo tempo.
«È morta già da tempo, Dora. Almeno un’ora» Grida infuriato. «Non mi ha chiamato subito. Ha aspettato che smettesse di gemere, non è così?»
Dora non sembra scomporsi. Le accuse le scivolano sulla vestaglia mentre troppo serena si incammina verso la finestra.
«Si sbaglia, Fulvio. È evidente che lei è sotto shock, non avrei mai lasciato morire mia sorellastra, neppure se…» Incrocia le braccia al petto e stringe le labbra guardando prima il dottore e poi volgendo lo sguardo al corpo a terra con una smorfia di disgusto.

 

ALL’ALBA

Il medico legale e il brigadiere terminano la stesura dei documenti e raccolgono gli oggetti appoggiati sul tavolo. Fulvio Gregori capita su una vecchia rivista appoggiata tra le altre sulla mensola della libreria. La sfoglia distrattamente finché un foglietto non sfugge via dalle pagine.
Lo raccoglie incuriosito, ancora scosso da tutti quegli eventi così insensati e diacronici.
All’improvviso inizia a guardarsi intorno: cerca la rivista con la la borsa senape senza successo. Le mani gli tremano, la schiena si irrigidisce, cerca in ogni modo di attirare l’attenzione del brigadiere allungando il braccio e sventola il foglietto perché lo afferri.
Il brigadiere guarda Dora, le si avvicina. La prende per un braccio e senza dire una parola la spinge fuori dalla stanza «è meglio se andiamo in caserma, ho delle domande da farle. Ci sono delle incongruenze…» Dora non si muove e non toglie lo sguardo da Fulvio «Ero io la donna ideale per te, ho fatto di tutto per renderla brutta e sciatta ma tu avevi occhi solo per lei…
«L’hai uccisa, vero?» «Hai letto che sarei venuto a prenderla e non volevi accettare di essere ignorata».
Dora stringe le mani, trema. Non si contiene, «Era così squallida, inutile, patetica, Ma ieri sera era diversa. Voleva quella maledetta borsa… Non capivo cosa l’avesse resa così coraggiosa.»
Il dottore non può trattenere un singhiozzo «le avevo detto di mantenere il segreto» il rimorso gli scende sulle spalle «e io avrei dovuto continuare a vivere da sola in questa lugubre casa? A lei non importava niente di me!
«Tu l’hai umiliata e maltrattata tutta la vita. Ora sarai veramente sola e te lo sarai meritato» segue con gli occhi il brigadiere che spinge la donna fuori casa ripetendole a voce alta i suoi diritti, il medico legale lo saluta sulla porta e lui ricambia con un gesto affrettato. Alza la testa verso la scalinata, le immagini si mischiano ai ricordi che tornano dal passato e hanno il sapore del rimpianto. La prima volta che gli apparve Palmira, stava scendendo i gradini e Fulvio desiderò che fosse sua per sempre. Da allora aveva atteso il momento perfetto così a lungo che lei gli era volata via tra le dita.

 

Michela Santini

Informazioni su Scrittori in Corso

Collettivo di scrittura e laboratorio di stile di scrittura creativa. Dal Marzo 2015 si promuove come ritrovo per autori emergenti e non, con lo scopo di migliorare la fruibilità delle produzioni letterarie contemporanee in un contesto di social media. Non costituisce una testata giornalistica ai sensi della legge n. 62 del 7-3-2001.
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