Recensione – Le Spose Sepolte

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MONTEROCCA è il dove del romanzo. Un piccolo comune situato sull’appennino bolognese, isolato e circoscritto da mura e foreste. Meglio conosciuto come “La Città  delle Donne”, in quanto, a donne appunto, sono stati assegnati i ruoli di potere, dalla sindaca all’assessorato. Un esperimento legislativo, come viene definito nel romanzo: il fine è quello di dimostrare una pari bontà di risultati laddove è risaputa una netta esclusività a favore di figure maschili.
Questo il teatro delle vicende del nuovo romanzo di Marilù Oliva, una piccola oasi fra storia e natura, così particolare e caratterizzata da diventare essa stessa personaggio. Monterocca, con le dovute proporzioni, per effetto scenico, per numero di esistenze che si incrociano e si scontrano, la si può immaginare come una piccola Twin Peaks: c’è una Monterocca efficiente, dove vige ordine e pulizia e chiunque vorrebbe viverci… ma c’è anche una Monterocca più oscura, fatta di segreti inconfessabili e polvere nascosta sotto il tappeto.
UN ASSASSINO di assassini è il motivo che porta l’ispettrice Micol Medici, durante la sua indagine, a seguire una pista che porta proprio a Monterocca. Un serial killer di colpevoli di femminicidio, solo presunti per la legge e l’opinione pubblica. Sembrerebbe una vendetta postuma per tutte quelle donne dimenticate e oltraggiate nella memoria, le cui sparizioni furono giustificate con tresche o semplice follia, coprendo mali ben peggiori annidati nel cuore di famiglie (sempre presunte) normali.
Personaggio davvero interessante Micol: piccolo prodigio di matematica, patita dalla più tenera età di gialli e crimini e al tempo stesso una testa fra le nuvole, abbonata a continue figuracce, non ha interesse a curarsi come tante altre donne della sua età e in diversi frangenti è goffa al limite di un Clouseau al femminile. Ma è tenace come una guerriera nel dimostrare il suo valore come ispettrice, senza avere interesse a fare le scarpe a nessuno dei suoi colleghi uomini, chiedendo unicamente rispetto per i propri risultati conseguiti. È un personaggio che cresce nel corso dell’indagine: diventa mano a mano più sicura e impara a far sentire la sua voce, sfidando la rassegnazione. Sullo sfondo, il killer porta avanti la sua missione. Micol avrà non pochi grattacapi per non farsi sfuggire il sottile filo che sembra collegare Monterocca agli omicidi.
DONNE. Marilù Oliva, autrice attenta alle questioni di genere, crea partendo dal giallo un perfetto spaccato di attualità che racconta le condizioni delle donne, di ieri e di oggi. Molto è stato conquistato certo, ma la questione dei femminicidi, di queste vittime dimenticate, come lo sono tutte le grandi artiste e scienziate a cui sono dedicate le strade di Monterocca, è ancora in larga parte irrisolta. Nel pensare ai delitti del serial killer, il confine tra giusto e giustizia non è mai stato così labile, la pancia e il cervello delle persone mai così in disaccordo. Il tutto viene raccontato con semplicità e delicatezza dalla Oliva intervallando momenti più leggeri ad altri più truci.
La lettura è avvolgente e non annoia un solo istante e giunti alla conclusione, una riflessione sulla condizione femminile è d’obbligo: la conferma guardandosi intorno che la conquista per la parità del rispetto (umano e professionale) per le donne è ancora lontana dall’essere vinta. E questa, citando l’autrice, è una verità che grida per essere ascoltata. Non tappatevi le orecchie!

Andrea Moretti

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Informazioni su Scrittori in Corso

Collettivo di scrittura e laboratorio di stile di scrittura creativa. Dal Marzo 2015 si promuove come ritrovo per autori emergenti e non, con lo scopo di migliorare la fruibilità delle produzioni letterarie contemporanee in un contesto di social media. Non costituisce una testata giornalistica ai sensi della legge n. 62 del 7-3-2001.
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