Addio per sempre

28946260_10156247020912329_854827460_o

– Che poi non era neanche vero che era morto. Lo scoprii in seguito, quando quello si era alzato dalla tomba per venire a farmi fuori.

Perché credevo fosse morto? Be’, perché lo avevo ucciso io! Sì, con un coltello, uno di quelli da cucina, quelli per tagliare la carne, con la lama liscia ma grossa. Uno di quelli che quando lo guardi ti viene voglia di squartare una persona… ecco, mi era venuta quella voglia con lui, sì con lui è stato proprio facile, lo voleva anche, cioè io credevo lo volesse, ne ero proprio convinto.
Comunque se non era morto, perché ero lì?
– Lei davvero non capisce perché si trova qui?
– Gliel’ho appena detto! In fin dei conti io volevo solo uccidere una persona che lo voleva e poi non è morta e si è pure arrabbiata ed è venuta a cercarmi per farmi fuori. Con lo stesso coltello poi. Non so neanche dove l’abbia trovato: io l’avevo buttato via, nascosto, distante distante, sa? Non sono mica così stupido da lasciare l’arma del delitto a casa mia o dove si possa trovare.
– E dove l’aveva buttata?
– Distante distante, me l’ha detto mio fratello dove buttarla. Lui è uno che sa tante cose, lui sa sempre come fare per risolvere i problemi.
– Insomma suo fratello l’ha aiutata?
– No, no – dissi arrabbiato – ho fatto tutto da solo. Mi so arrangiare, io! Non mi serve che lui mi aiuti. Solo perché è più grande non sa tutto. Anche se lo pensano tutti quanti. La mamma me lo dice sempre, che lui è più grande e sa, anche papà, anche lui: “Vai da tuo fratello che sa”. “Fatti aiutare da lui”. Anche la maestra, sì, anche lei: “Tuo fratello è tanto bravo, ti può aiutare”. No, questa volta no, sono stato bravo io, ho fatto tutto da solo.
Calò il silenzio per qualche minuto, poi ripresi: – Forse doveva aiutarmi, non sono stato bravo, non sono mai stato bravo, neanche questa volta. Non l’ho ucciso, lui è tornato e mi stava per ammazzare. Mio fratello ce l’avrebbe fatta. Lui lo avrebbe ucciso. Con lui non si sarebbe alzato dalla tomba, perché avrebbe controllato anche quella. Lui controlla tutto. Ogni cosa. Anche me. Sa che mi spia e poi va a raccontare a tutti quello che faccio in camera? Anche a quello lì, Dimitri, quello che si è alzato dalla tomba. Quello che non è morto.
– E questo era un problema?
– Sì, poi mi prendevano in giro, mi prendono in giro tutti. Quando cammino per strada io li vedo che mi guardano. Stamattina la gente si girava e mi guardava. Poi scappava, è sempre stato così, mio fratello raccontava le cose e loro scappavano e ridevano.
– È per questo che ha ucciso suo fratello? E Dimitri?
– Mio fratello è vivo, lui mi ha detto dove nascondere il coltello. E anche Dimitri è vivo, è anche tornato a cercarmi, non vede che mi ha fatto male? Guardi qui, guardi questi tagli. Crede anche lei che me li sia fatti da solo? Che volessi uccidermi? Si sbaglia! Io non mi faccio male, io faccio male! Ahahahahahahahhahhahaha.
Riempii l’aria della stanza. Lo psichiatra continuava a scrivere nel blocco; parole su parole riempivano la pagina bianca.
– E i suoi genitori dove sono?
– Loro sono felici adesso, sa, erano tristi con me. Si vergognavano di quello che facevo, di quello che mio fratello raccontava in giro e così li ho fatti scappare. Tutta colpa di mio fratello, se lui non avesse raccontato quelle cose in giro, non avrei dovuto farli fuggire.
– Quindi è tutta colpa di suo fratello?
– Sì, è solo e soltanto colpa sua. Per fortuna adesso siamo liberi, lui non ci disturberà più.
– Perché?
– Perché non mi può più prendere in giro! Mai più!
– Come mai ne è così certo?
– Posso rivelarle un segreto? – dissi abbassando la voce.
– Certo, me lo dica pure!
– Gli ho cucito la bocca, non può più parlare! Come quando mi ci metteva sopra lo scotch e mi chiudeva in camera perché venivano i suoi amici. Io ho fatto uguale, ma molto meglio perché a me la mamma aveva insegnato a cucire e io ho imparato proprio bene. Doveva vedere lo sguardo di mio fratello mentre lo facevo, non sapeva fossi così bravo. Si è anche fatto la pipì addosso mentre lo facevo. Allora sono corso da Dimitri per raccontarglielo, perché così adesso avremmo potuto prendere in giro mio fratello, ma lui non ha voluto. Lui voleva chiamare qualcuno, io mi sono arrabbiato e ho cominciato a rincorrerlo, poi l’ho preso e lui ha iniziato a piangere e a chiedere scusa e io ho capito che voleva morire per quello che mi aveva fatto. Allora ho preso il coltello perché era lì sopra e mi era venuta voglia di usarlo e volevo aiutarlo. Poi però mi dispiaceva lasciarlo in cucina, un morto porta malattie, non sta bene che rimanga dove si mangia, allora ho pensato di fare io la sua tomba, ma non l’avevo fatta bene perché poi è tornato a cercarmi.
– Quando è venuto da lei?
– Io ero tornato a casa e stavo raccontando ai miei tutto, quanto ero stato bravo a cucire e che avevo aiutato anche Dimitri. Loro si sono messi a piangere e non la smettevano più, allora ho capito che si vergognavano tanto perché mio fratello aveva parlato in giro. Allora ho pensato che non volevano più rimanere qui e li ho mandati a fare un viaggio lungo lungo, li ho mandati nel fiume con la barca di papà, chissà dove staranno andando. Ecco quando ero al fiume, ho sentito uno che mi chiamava e allora ho visto Dimitri, era arrabbiato e io ho cominciato a correre e lui mi stava dietro, c’erano i rovi e poi il suo coltello e mi ha tutto tagliato e poi ero sulla strada e la gente mi guardava e io urlavo.
Girai il braccio per mostrare meglio i tagli. Che brutti tagli mi aveva fatto Dimitri. Ci volevano dei cerotti. Per precauzione, cominciai a leccarmi una ferita sul polso.
Lo psichiatra aspettò in silenzio, dopo un po’ si alzò e uscì dalla stanza.

Erika Franceschini

Annunci

Informazioni su Scrittori in Corso

Collettivo di scrittura e laboratorio di stile di scrittura creativa. Dal Marzo 2015 si promuove come ritrovo per autori emergenti e non, con lo scopo di migliorare la fruibilità delle produzioni letterarie contemporanee in un contesto di social media. Non costituisce una testata giornalistica ai sensi della legge n. 62 del 7-3-2001.
Questa voce è stata pubblicata in Erika Franceschini, Incipit, Scrittori in Corso e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

2 risposte a Addio per sempre

  1. Gloria ha detto:

    Bello! Ci sono un po’ di errori di punteggiatura e qualche confusione di sintassi e ritmo, però è intrigante 🙂

    Mi piace

Commenta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...