Quantità o qualità?

macchie_rossetto

Non ero solo nella stanza. Riuscivo a sentire i suoi occhi. Erano dietro di me, alle mie spalle. Mi stava guardando.

Cercavo di mantenere il respiro regolare e pesante. Volevo evitare che si accorgesse che mi ero svegliato. Merda.
Non avrei mai dovuto addormentarmi e soprattutto permettere che lei rimanesse qui.
Ho atteso qualche minuto nella speranza che avesse il buonsenso di andarsene ma niente. Merda.
Mi sono girato a guardarla ed era molto bella anche con il trucco colato e i capelli stropicciati. Merda.
‒ Buongiorno! ‒ Mi ha detto con un sorriso sornione.
‒ Hey ‒ è l’unica cosa che sono riuscito a rispondere.
Si stava avvicinando e con uno scatto di cui non avrei mai creduto di essere capace appena sveglio, mi sono allontanato. Sono uscito veloce dal letto alla ricerca delle mie mutande e dei vestiti. Non ricordavo niente. Mi sono guardato intorno della penombra e ho notato la sveglia. Era tardissimo.
‒ Merda! Sono in ritardo!
‒ Ma non sei a riposo oggi? E’ domenica! Rimani qui con me…
‒ Eh no tesoro, io lavoro anche la domenica – le ho risposto mentre mi avviavo verso il bagno. Il tutto saltellando su un piede nel tentativo di infilare le mutande.
Mi sono chiuso dentro e ho sospirato guardandomi riflesso allo specchio. Non doveva succedere ancora. Dovevo smetterla. Ho mandato un messaggio a Chiara “cazzoooo, ci sono ricascatoooo!”. Mi ha risposto immediatamente “Esci subito di lì!” Poi ha aggiunto la faccina che ride con la parola che più mi descriveva in quel momento “Coglione!”.
Aveva ragione. Aveva sempre ragione.
Credo sia l’unica ragazza che non ho mai immaginato nuda o nel mio letto. Eppure l’unica che mi conosce meglio di me stesso e mi capisce come nessuno ha mai fatto.
Una volta uscito dal bagno ho visto che lei stava dormendo. Una gamba e il sedere erano fuori dalle lenzuola. Era tanto bella e perfetta quanto pericolosa. Non avevo tempo per svegliarla e aspettare che se ne andasse da casa mia.
Ho percorso a velocità da ritiro patente la strada che mi separava dal lavoro. Sentivo ancora in bocca il sapore del gin. Si prospettava una lunga giornata. Dovevo avere una faccia terribile. Nessuno ha avuto il coraggio di parlarmi per qualche ora.
In pausa ho controllato il telefono. Certamente c’era un suo messaggio: “Ciao. Scusa mi sono addormentata! Che peccato che sei dovuto andare via… Ho sbirciato un pochino in giro a casa tua… Ci sono parecchie cose che mi devi spiegare. Mi chiami appena finisci?”.
Ho preso tempo e non ho risposto.
Sono passato a controllare veloce le altre chat, lasciando quella con Chiara per ultima.
“Te ne sei liberato? Stasera ci vediamo con gli altri a bere l’aperitivo al solito posto. Fammi sapere se hai impegni con labbra rosse…”
“Scema! No, non ho impegni comunque. Ci vediamo dopo!”
Subito compare la scritta verde che mi fa sorridere “sta scrivendo…
“Ottimoooo! Allora a dopo!”
La giornata è trascorsa veloce, ho trovato vari messaggi che partivano dal “Ci sei?” al “sei un po’ stronzo però”, passando per il fatidico “visualizzi ma non rispondi… grrr”.
Che palle!
Naturalmente all’aperitivo sono stato lo zimbello di tutti gli amici. Il fatto di essere uscito di nuovo con quella pazza mezza stalker non poteva passare inosservato. Poi ho aggiunto il dettaglio del messaggio dove mi diceva di aver sbirciato a casa mia e lì si sono scatenati tutti. Abbiamo riso fino alle lacrime.
Verso fine serata siamo rimasti soli io e Chiara. La conversazione è diventata più seria, come anche la tipologia di drink.
– Ma perché continui a cascarci? È palesemente una pazza!
– Non lo so. È molto bella… non so risponderti…
– Sì ma un po’ di qualità, basta quantità… – e mentre me lo diceva ha abbassato lo sguardo sul suo bicchiere di Moscow Mule.
– Sì lo so. Hai ragione, come sempre – le rispondo. Tentavo di alleggerire, perché la vedevo strana. Di sicuro aveva esagerato con l’alcool. Le guance arrossate, gli occhi lucidi ma sempre vivi e attenti.
– Ti accompagno a casa, hai bevuto un po’ troppo.
– No, non serve. Aspetto un pochino e poi parto… Anzi, vado in bagno… – ma barcollava leggermente mentre tentava di alzarsi.
Io so che è molto orgogliosa, quindi ho tentato un approccio diverso. L’ho convinta che era meglio così perché mi avevano riferito che c’erano controlli sulla strada di casa sua. Siamo saliti sulla mia auto e ho guidato in un silenzio imbarazzante. Non sono mai stato a disagio con lei, qualcosa non mi quadrava.
Chiara evitava il mio sguardo, fissava il finestrino di fianco a lei.
– Qualcosa non va? – le ho chiesto arrivati sotto casa sua.
– No, tutto ok. – Mi ha risposto con una mano già sulla maniglia – Grazie del passaggio.
E’ uscita veloce dall’auto e io sono rimasto a guardarla mentre se ne andava.
D’istinto sono sceso e l’ho raggiunta di corsa mentre stava trafficando con le chiavi di casa.
– Chiara cos’hai? Spiegami…
– Penso che tu lo sappia… Ti prego lasciamo perdere…
L’ho forzata a guardami e ho incontrato finalmente il suo sguardo; mi stava parlando più quanto avesse fatto lei in tutta la serata.
Oh no Chiara…
Il sorriso accennato di chi ha già capito e cerca di togliere entrambi dall’imbarazzo.
– Non ti preoccupare. Va bene così. Per un po’ forse non mi farò sentire. Cerca di non fare troppe cazzate nel frattempo. Ciao.
Continuo a sentire le sue labbra calde e che odoravano di vodka poggiarsi sulla mia guancia.
Avrei voluto dire qualcosa, trattenerla per un braccio e stringerla a me, come so per certo lei avrebbe voluto.
Invece ero immobile, in piedi sul vialetto di casa sua a guardarla andare via avvolta nella sua dignità.

Non ero solo nella stanza. Riuscivo a sentire i suoi occhi. Erano dietro di me, alle mie spalle. Mi stava guardando.
La sentivo avvicinarsi a me – Ciao.
Mi sono girato a guardarla e non riuscivo a sorridere. Per la prima volta in vita mia mi sentivo in colpa.
– Buongiorno labbra rosse…
Merda.

Serena Pavan

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Informazioni su Scrittori in Corso

Collettivo di scrittura e laboratorio di stile di scrittura creativa. Dal Marzo 2015 si promuove come ritrovo per autori emergenti e non, con lo scopo di migliorare la fruibilità delle produzioni letterarie contemporanee in un contesto di social media. Non costituisce una testata giornalistica ai sensi della legge n. 62 del 7-3-2001.
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2 risposte a Quantità o qualità?

  1. Petra ha detto:

    bello, se ti va passa dal mio blog. Petra

    Piace a 1 persona

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