MILLE TENEBRE

Ne ho contate mille. Mille tacche sul muro. Prima che le unghie si spezzassero e fossi
costretta a fermarmi.
Sono più di tre anni. Dopo le mille tenebre ho perso il conto.
Per me i giorni sono identici. E anche le fasi della giornata non cambiano molto. Dalla
piccola finestra del seminterrato vedo alternarsi il buio fitto e il buio tenue. Ho imparato a
riconoscere la notte dall’ombra gentile, ma poco cambia nella mia vita: gli occhi si sono
abituati a non vedere più. Ricordo che sono viva solo toccando i graffi, i graffi sul muro.
Passo le mie giornate a limare i miei polpastrelli e credo che prima o poi diventerò
irriconoscibile. Si cancelleranno anche le linee sulle dita e nessuno, allora, potrà più
riconoscermi.
Da alcune tenebre non mangio. Non sento più rumori al piano di sopra. Forse il vecchio è
morto. O è partito. Nessuno penserà che potesse essere un aguzzino, un animale con un
altro animale chiuso nella cantina.
Sono passate più di mille tenebre.
Penso siano le mie ultime tenebre.

Lisbeth Pfaff

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Informazioni su Scrittori in Corso

Collettivo di scrittura e laboratorio di stile di scrittura creativa. Dal Marzo 2015 si promuove come ritrovo per autori emergenti e non, con lo scopo di migliorare la fruibilità delle produzioni letterarie contemporanee in un contesto di social media. Non costituisce una testata giornalistica ai sensi della legge n. 62 del 7-3-2001.
Questa voce è stata pubblicata in Lisbeth Pfaff, Natale, Scrittori in Corso. Contrassegna il permalink.

Una risposta a MILLE TENEBRE

  1. Fabio Piovesan ha detto:

    Mi piace come usi la parola “tenebre”, brava!

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