Il ladro di parole

Faccia al muro e mani in alto. Un profumo di muschio si spande nella stanza, mentre Jack sussurra nell’orecchio del gioielliere di non fare sciocchezze e di attenersi alle sue precise indicazioni.

In realtà, non sa bene da che parte iniziare, ma si sente fiducioso. I vecchi film polizieschi non sbagliano mai. E lui ne aveva guardati tanti.
Recuperare il passamontagna era stato semplice: l’aveva comprato per qualche spicciolo in un negozio di attrezzatura sportiva. Al momento dell’acquisto, la cassiera l’aveva guardato con un’aria piuttosto annoiata, ma per non destare sospetti, si era allenato a recitare delle spiegazioni plausibili. Un piano ben congegnato che ruotava intorno a un’imminente escursione su qualche vetta isolata e coperta di neve, una misura di sicurezza per ripararsi dalle gelide raffiche di vento.
Tutto liscio anche per la pistola giocattolo che ora tiene nella mano destra. L’aveva presa di nascosto dalla camera di suo nipote mentre lui era in cucina a divorare una fetta di torta al cioccolato. C’erano talmente tanti pupazzi, macchinine e lego in quella stanza, che sarebbero passati secoli prima che il bimbo si accorgesse dell’assenza della pistola. Un gioco da ragazzi insomma.
Come da procedura, aveva pure calcolato il tragitto più breve per arrivare al casolare in cui avrebbe nascosto la refurtiva, almeno per i primi mesi. I suggerimenti di Google Maps erano stati impeccabili. Poi, avrebbe lasciato che le acque si calmassero fingendo di non sapere nulla della notizia che da lì a poco sarebbe apparsa in televisione. Avrebbe cancellato ogni traccia del suo passaggio in quel negozio di bracciali e collane preziose.
Una volta riuscito a vendere i gioielli al mercato nero – il posto in cui, almeno secondo internet, circolano le migliori offerte – si sarebbe potuto permettere molto più di un passamontagna di lana scadente. Le recensioni e i commenti positivi degli utenti di “Criminali Moderni”, un blog che offriva consigli a chi volesse scoprire i trucchi del mestiere, lo avevano spinto a fare il grande passo e consacrarsi definitivamente al mondo del crimine. D’altronde l’ufficio era una noia mortale. Non ne poteva più di ascoltare le lamentele di clienti insoddisfatti e le ramanzine di colleghi boriosi.
Forse è questo uno dei principali motivi per cui ora Jack si trova alle spalle di un uomo panciuto e mezzo calvo, che non sembra troppo agitato mentre esegue i suoi ordini senza alcuna esitazione, docile e attento. Quando aveva estratto la pistola, il volto dell’uomo era diventato scuro come la camicia che portava. Non poteva essere più contento; il gioielliere aveva capito fin da subito con chi aveva a che fare. Jack era fiero di sé. Adesso si passa alla parte E del piano, che aveva denominato “Semina e raccogli”: semina paura e raccogline i doni. Ce l’aveva messa tutta per dare un tocco creativo a ciascuna delle fasi del suo progetto. L’unica nota dolente era che la parte E prevedeva soltanto un “spaventare chiunque si trovi nel locale attraverso minacce fisiche e verbali, facendo capire chi è che comanda e sgraffignando qualunque cosa abbia valore o sbrilluccichi”.
Ma Jack non è mai stato un uomo di grandi parole. Diciamo che insultare e fare a botte non è mai stato il suo forte. Per questo si trova in difficoltà nel dover offendere un perfetto sconosciuto, magari rischiando di fargli pure del male. La procedura però è una sorta di Bibbia dei gangster dotata di ordine e logica. È indispensabile eseguirla punto per punto.
– Brutto scemo che non sei altro! Adesso tiri fuori tutti i gioielli e me li dai!
L’inizio non è dei migliori, ma l’adrenalina a volte può tirare brutti scherzi. Il gioielliere sembra aver notato l’incertezza della sua voce, perché si volta a guardarlo per un attimo.
“Riproviamo”.
– Allora, senti vecchio rimbambito, fuori la grana, se non vuoi che qualcuno si faccia male! Non ti preoccupare, se fai il bravo, non ti torcerò nemmeno un cappello, anche se già te ne restano pochi!
Ci siamo, questo gli sembra lo spirito giusto. Ironico e aggressivo, non può che fare centro. Ma la reazione della sua vittima lo lascia di stucco. Il vecchio prima trattiene un singulto e poi soffoca una risatina inequivocabile. Non può credere alle sue orecchie, ma è così. Il vecchio si prende beffe di lui!
“Come osa?”
A questo punto è necessario passare alle maniere forti. Fortuna che nella parte E aveva previsto quest’eventualità; la nota a piè di pagina mostrava una soluzione efficace in caso di “incidente di percorso”. Stringe la pistola ancora con più forza. Quasi la stritola per la tensione. Punta la canna dell’arma alla nuca dell’uomo, gli mette una mano sulla spalla e prosegue con le intimidazioni.
– Se non fai come ti dico, sei un uomo morto. I piedipiatti faranno fatica a raccogliere i pezzi del tuo cervello quando ormai sarà ridotto in poltiglia!
Ha seguito pari passo tutte le istruzioni e i consigli del blog. Eppure, c’è qualcosa che non va. La spalla sinistra del gioielliere inizia a muoversi convulsamente, accompagnata subito da quella destra. Un suono rauco e sgraziato scuote il corpo dell’uomo da cima a fondo, senza dargli tregua. Una risata, una semplice risata ha preso il posto della paura e fatto crollare ogni certezza. Non capisce cosa stia succedendo. Ora non ha più l’aria da duro, anzi. Il suo volto si è trasformato in una maschera di angoscia.
– Mi scusi, perché diavolo sta ridendo? Io se fossi in lei morirei di paura!
– E io, se fossi in lei, mi toglierei quel passamontagna, che di sicuro sta morendo di caldo là sotto.
E il gioielliere continuò: – Ma lo sa che è lei proprio uno spasso? Anche io sono un gran fan di Lupin, ma non mai provato a imitarlo. Si è pure studiato il linguaggio criminale a memoria! E quel profumo di muschio che ha addosso? Credo sia lo stesso che usa mia moglie! Fantastico, davvero! Ottima interpretazione!
Forse un colpo dritto al cuore sarebbe stato meno doloroso. Magari con una pistola vera.

Desiree Cantù

Annunci

Informazioni su scritturavirale

Un’amante della lettura e del cinema che scrive fantasy, ma non solo. Una mente persa in altri mondi, dove si affollano storie e personaggi pronti a raccontarsi.
Questa voce è stata pubblicata in Desiree Cantù, Incipit, Scrittori in Corso e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

Commenta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...