Divagazioni Pentacolari

divagazioni pentacolariQuello è un toro. Pensavo nella mia testa. Lo capisco da come si muove. Invece la ragazza seduta in fondo… Acquario! Estrosa con un pizzico di romanticismo.

Mi chiamo Lazlo, sono uno di quei tipi che vedete alla televisione, tra lo spot del tonno e il talk show del pomeriggio per le casalinghe indefesse, almeno di giorno.
Quello è un capricorno, oh, quanto mi piace la sua ambizione sfrenata, vorrei assaggiarne le carni, magari con un bel succo caldo e viscoso…
Mi presento.
Lazlo della televisione, faccio il vostro oroscopo, sono il vostro confidente, Saturno e le stelle vi sorrideranno. Lazlo della buona sorte, le vostre anime penderanno dalle mie labbra.
Oh, siete così sciocchi da credere che l’universo sia ai vostri piedi? Venite! Venite a conoscere Lazlo! Leggerà le stelle, dirà che siete bravi, parlerà d’amore prezioso e di fortune ardenti e voi vi berrete tutto, perché siete come insetti sul parabrezza. Chiazze di putrido nella mia sfavillante luminosità.
Fine della registrazione, chiudo gli occhi.
Ho detto al capricorno che deve fottere la moglie con più vigore, se non vuole che gli crescano le corna, mentre c’era lo stacco per la pubblicità ho consigliato all’acquario di cercare un pesce bello grosso, di lasciar stare il romanticismo: non funziona mai!
Certi sono così idioti che si berrebbero qualsiasi fandonia: come il tipo che si fece mezzo stato a piedi per incontrare quella che secondo l’oroscopo sarebbe stata la sua compagna per la vita. Alla fine era la solita mignotta d’alto bordo che smerciava umidi abbracci per soldi appiccicosi.
Vengono tutti per un consiglio d’amore, perché dei soldi non frega niente a nessuno, se vogliono farsi la vacanza sono capaci d’indebitarsi anche le mutande per andare dove fa scalpore. La macchina? Ma perché non prendere l’ultimo modello di quella tedesca dall’aspetto imperioso? Vendono anche la pensione della madre e la retta della mensa dei figli.
Pensare che non erano così…
Una volta servivano mesi per convincere questi idioti a fare la cosa sbagliata. Ora basta parlare di passere e uccelli e tutti si calano le braghe, pagano. Vomitano soldi in un circolo vizioso che li accompagna dalla prostituta al farmacista.
Si chiama sesso. Si fa in due, ma in cinque esce meglio.
Lo dico sempre, volete essere felici? Fate orge, fatele in casa mia… io vi guardo da fuori il pentacolo.
La carne di voialtri è dolce e dopo avervi parlato di stelle siete sempre più saporiti, pieni di speranze e di buone intenzioni. Per questo vi convinco a fine registrazione, mentre il tonno ancora sguazza in pubblicità e prima che la tettona del talk show si presenti col labbro rifatto e l’espressione meno intelligente del pesce nello spot. Dovete avere ancora quell’espressione meravigliata, dovete crederci.
Poi vi convinco a seguirmi in camerino, vi abbuffate di idiozie e credete a tutto, persino che io sia un povero orfano siberiano scampato ai gulag. Mi seguite come i bambini seguivano il pifferaio di Hamelin, vi gettate tra le mie braccia come la sirenetta nella spuma del mare e il mio salvagente è dolce come miele.
Vi racconto una storia, sempre la stessa, ve la bevete sempre!
Che spasso! Pensare che il fuoco viene visto come malevolo, ma quando ne parlo vi fermate tutti a fissarmi, neanche fossi qualche profeta di una fede inesistente. La realtà di voi stupidi piccoli mortali è così spassosa e così veniale che mi meraviglio che siate stati in grado di inventarvi qualcosa di più di ciò che sono.
Eppure Lazlo in televisione fa faville, persino le vecchie decrepite mi seguono, magari stringendo il crocifisso in mano come un talismano portafortuna; non sanno che il mio simbolo è diverso, ma loro non m’interessano: nel pentacolo non c’è spazio per carni flaccide e usurate, serve sangue che ribolle di passione, ventri gonfi di voglie e se dovessi trovare in grembo a qualcuna delle mie clienti un pargolo puro e privo di peccati… oh, che bel regalo sarebbe: almeno cent’anni di disgrazie!

Li guardo contorcersi: mignottelle in cerca di un premio, puttanieri pronti a soddisfare i loro più oscuri bisogni. Nel pentacolo, ogni volta quei cinque corpi fanno ciò che non avevano il coraggio di fare nei loro vestiti firmati, mentre le loro vite asciutte e perbene li fissavano. Si ammucchiano come animali e senza neanche pensarci un istante, barattano quell’umanità che tutti decantano per una veniale quanto animalesca brama di piacere. Anche se momentaneo.
Lazlo li avverte ogni volta prima di entrare: vanno lasciate le preoccupazioni e le remore, dentro il pentacolo si è un branco, se c’è una sola donna non è un problema, la sodomia è tutelata e se ci scappa il morto si può dire che sia selezione naturale. Non si butta via nulla.
Il verso che emettono quando la loro libido è soddisfatta non ha prezzo, non è un grido né un’esternazione di piacere: qualcosa di ancestrale esce da quelle viscere fumanti di orgasmo e si rivede nell’origine dell’uomo. Alcuni si fissano su di me, fermo a guardare fuori dal pentacolo, quando si fanno trasportare troppo corrono carponi per incitarmi, come a cercare approvazione.
Sono parco di queste cose, preferisco i collari chiodati, le torture reciproche e l’odore di eccitamento misto a quello del sangue. Sono prelibatezze che posso concedermi solo quando trovo degli psicopatici, ma ormai tutti sembrano uniformarsi: persino i pazzi sono intolleranti a qualche pietanza e non vogliono l’olio di palma, ma tutti sono pronti a bere il sangue caldo delle ferite che s’infliggono a vicenda.
Io svolgo un’opera pia, li resetto al peccato originale.
Del resto, se c’è qualcuno che li salva, dev’esserci anche qualcuno che li danna per l’eternità. Per ora sto vincendo e tra le fiamme dell’inferno quegli animali che erano uomini continuano a volere ciò per cui hanno cercato Lazlo: scopate facili, ululati animali e il disfacimento dell’opera di Dio.
Io li aspetto a fine corsa, in casa mia. Quando si presentano alla porta della città dolente, quella gente perduta comprende che vivrà l’eternità nel dolore, senza nient’altro che il demonio che hanno cresciuto nel loro grembo aiutati dal pentacolo, strappati dalla loro speranza e sacrificati alle fiamme.

Davide Zampatori

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Informazioni su scritturavirale

Un’amante della lettura e del cinema che scrive fantasy, ma non solo. Una mente persa in altri mondi, dove si affollano storie e personaggi pronti a raccontarsi.
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