Senza Compromessi

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Era un tipico comune del nord, quello in cui tutto sembra funzionare. C’era un solo motivo per cui le persone si lamentavano e l’opposizione ci marciava: una zona appena acquistata dall’amministrazione che sarebbe dovuta diventare parco pubblico. I lavori però erano tanti e già l’acquisto del terreno era costato molto. Gli animi all’interno della maggioranza cominciavano ad essere particolarmente caldi e l’opposizione inviava continui comunicati stampa ai quotidiani.
Alla riunione di quella sera il sindaco Giulio Berroti era entrato con il sorriso:
– Ho trovato la soluzione per il parco!– Disse mentre si sedeva, ancora prima di salutare.
– Cioè? – Chiese l’assessore ai lavori pubblici Giovanni Artigli.
– Ma, una cosa semplice, i lavori li farà la ditta Salen ad un prezzo adeguato –.
– Ancora loro! – Protestò la consigliera Cristina Salvati.
Il sindaco fece finta di non sentire. – Bene, parliamo del primo punto all’ordine del giorno! Sentenziò nella speranza di cambiare discorso.
– No, finiamo questo! – Fece Artigli gridando.
Il sindaco si sedette sbuffando: – cosa vuoi sapere?
– Come faranno i lavori e quanto verranno a costare, per esempio.
– Mah… i lavori saranno quello che avevamo pensato noi, il progetto che avevi presentato tu, poi il loro ingegnere lo sistemerà. Quando l’avranno fatto mi manderanno un preventivo ma insomma stiamo dentro alla previsione di bilancio!
– Speriamo!
Con un incarico diretto e con una delibera di giunta fatta in velocità, i lavori al parco iniziarono un mese dopo con un telo alto e scuro che copriva ciò che succedeva all’interno.
– Oggi ho visto uscire due camion colmi di terra dal parco. Cosa stanno portando via? Mi sembra un po’ troppa per il laghetto. – chiese l’assessore ai lavori pubblici alla riunione di giunta.
– Mi informerò! – rispose il sindaco.
Nei giorni successivi Giovanni e Cristina si recarono spesso nella zona dei lavori, cercando di capire cosa facevano tutti quei camion che circolavano per la cittadina e che non avrebbero dovuto esserci.
Cosa entrava e usciva da quel cantiere?
– Basta! – Sbottò Giovanni venendo via dal parco – Qui le cose non tornano, non c’era nessuno scavo di grandi dimensioni da fare e soprattutto non c’è niente da portare all’interno. Senti che puzza poi.
– Quando c’è di mezzo la Salen è sempre un casino. – Rispose Cristina.
– Già! E l’altro giorno hanno presentato un progetto per realizzare un edificio in via Carducci, vicino ai campi di tuo zio.
– Cosa? – Chiese sconvolta la consigliera – lì è zona agricola non possono farlo!
– In teoria no, ma voglio vedere se Silvio negherà la richiesta, non lo ha mai fatto con loro.
– Beh, ma come può fare?
– Cambiando il PRG!
– No, dai! Non lo farebbe! Non può cambiare il Piano Regolatore e far diventare edificabile una zona agricola.
– Vedremo! – Concluse l’assessore molto dubbioso.
Il giorno dopo un’ambulanza arrivò a sirene spiegate nell’area vicino ai lavori, un uomo passeggiando con il cane si era sentito male.
Giovanni e Cristina arrivarono alla riunione settimanale cariche di dubbi.
– Silvio hai parlato con la ditta? Cosa stanno scavando? – Chiese fiducioso Giovanni. Sperava ancora che quell’uomo, suo maestro in politica non fosse cambiato.
– Mah…ho chiesto. Mi hanno detto che avevano trovato delle tubature, roba vecchia. Stanno sistemando. Hanno quasi finito.
– Che tubature? Lì non è mai passato nulla. – cominciò a scaldarsi l’assessore – Poi dovremmo capire anche cosa stanno portando dentro, continuano ad arrivare camion pieni di roba che poi escono vuoti o con la terra. Giulio cosa sta succedendo?
– Non ti fidi di me?
– Non ho parlato di te ma di loro…di quelli non mi fido. Poi ho visto il progetto che hanno presentato all’ufficio tecnico…– proseguì Giovanni lasciando la frase in sospeso.
– Ah, sì! – Disse il sindaco come se si fosse dimenticato della cosa – Dovevo parlarvene, grazie che me l’hai ricordato. Beh hanno una bella idea. Una costruzione con uffici e anche una sala pubblica. Proprio un bel progetto, oltretutto molto moderno, come piace a te, Gio.– Concluse sorridendo.
– Ma è zona agricola! – intervenne Cristina.
– Sì, beh modifichiamo il PRG, è veramente una cosa utile per il nostro comune e il suo miglioramento vedrete. Ora non ho qui il disegno ma l’ho visto ed è proprio interessante.
– Modifichiamo cosa? – Chiese Giovanni – Sei fuori di testa? E pensi di fare tutto questo senza neanche accennarmelo prima? Quella zona non si tocca.
– Cazzo, – alzò la voce il sindaco – stanno solo migliorando il nostro paese, vuoi che rimaniamo indietro?
– Ma quella zona è tutta ad agricoltura biologica, i proprietari si sono accordati e stanno provando la permacultura. –
– E il palazzo sarà perfetto per le loro riunioni!
– Giulio, cos’è? Il pagamento per il parco!
– Mi stai accusando di qualcosa Giovanni?
– Stai cambiando un PRG per loro e stai andando contro alla nostra prerogativa sulla permacultura. Siamo noi ad aver incentivato quegli agricoltori a cominciare questo percorso e vuoi cambiare per i Salen?
– Non voglio cambiare niente!
– Una costruzione lì in mezzo cambia tutto e lo sai. – aggiunse Giovanni
– E quindi stavamo senza parco?
– Allora ammetti che li stai ripagando! È mafia! – rispose l’assessore.
– Tu sei matto! Mica ci stanno chiedendo il pizzo o ci stanno sparando. Leggi troppi libri. – disse Giulio ridendo sguaiatamente.
– Questa è la mafia del nord, con il colletto bianco. Il pizzo lo stiamo pagando eccome. Stanno usando il parco come discarica e noi cambiamo pure il PRG per i loro voleri.
– Ma di che cazz…parli! Discarica? – chiese il sindaco in tono di sfida.
– Ma tu la puzza non la senti? E secondo te quell’uomo è stato male per cosa?
– Ma stai dando di matto? Ora è pure colpa nostra se a uno gli viene un infarto. – Sbeffeggiò il sindaco.
– Giulio, non dire cazzate, ha avuto un problema polmonare. Speriamo che esca fuori tutto.
– Vuoi far saltare l’amministrazione?
– Voglio che il mio comune sia pulito.
– Ormai è troppo tardi. – Concluse il sindaco fissando negli occhi Giovanni.
– Che cosa vuoi dire? Buttali fuori da quel progetto.
– Così la minoranza ci fa a pezzi.
– Non è il problema maggiore la minoranza. Qua la gente sta male e noi ci stiamo vendendo. Sarà pure più importante? – Chiese l’assessore.
– Tu non farai mai carriera se pensi di non dover scendere a compromessi! – Gli ricordò Giulio.
– Questi non sono compromessi, è vendersi. – Disse Giovanni alzandosi. – Io me ne vado e domani avrai le mie dimissioni da assessore.

Erika Franceschini

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Informazioni su scritturavirale

Un’amante della lettura e del cinema che scrive fantasy, ma non solo. Una mente persa in altri mondi, dove si affollano storie e personaggi pronti a raccontarsi.
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