La scatola

Dopo un paio d’ore a girarsi nel letto senza calma, Giacomo decise di alzarsi. Andò in cucina e aprì il frigorifero. La luce abbagliante gli fece socchiudere gli occhi, il frigo era quasi vuoto. Prese una bottiglia di succo d’arancia, e ne trangugiò metà del contenuto. Chiuse il frigorifero e, grattandosi le natiche, si diresse verso il bagno. Sotto la doccia Giacomo, insieme all’acqua bollente, fece scivolare la stanchezza e l’odio che lo pervadeva in quegli ultimi mesi. La sua mente iniziò a vagare, a ricordare… lei, quella stronza.

Laura lo aveva lasciato, lo aveva tradito, ripetutamente, e poi lo aveva abbandonato.

– Non hai carattere. Possibile che ti sto dicendo di averti tradito più volte e tu cosa fai? Nulla! Come sempre!- gli aveva urlato lei quella sera. Dopo di che se ne era andata sbattendo la porta, non era mai più tornata.

Il suono lontano della sveglia gli fece aprire gli occhi improvvisamente. Si era fatto tardi, era ora di andare al lavoro in quello squallido ufficio dove Giacomo faceva il contabile. Non era mai riuscito ad avanzare nella scalata alla promozione, non gliene importava nulla. Lui faceva il suo lavoro e andava bene così.

Si vestì con un pantalone nero e una camicia bianca a quadretti gialli. Si mise la giacca, buttò un ultimo sguardo alla scatola e uscì.

Dopo otto noiosissime ore, passate seduto su una sedia malconcia e davanti ad uno schermo del computer, Giacomo aveva bisogno di un po’ di aria fresca. Decise di tornare a casa a piedi. Il vento caldo di fine maggio gli fece ricordare, di quando Laura aveva deciso di andare a vivere da lui.

Lui non era molto contento, non perché non l’amasse, ma l’idea di condividere tutto il suo spazio lo disturbava abbastanza. Ma lei ormai aveva deciso, ed il giorno successivo si era piazzata nel piccolo appartamento. 

Giacomo, arrivato al portone, tirò fuori le chiavi ed aprì la grande porta di vetro. Entrò, non guardò minimamente la cassetta della posta che strabordava di lettere, sentì però un forte odore di arrosto. Qualcuno stava cucinando roba buona, cibo, che lui non assaporava ormai da tanto, troppo tempo. Raggiunse a piedi il secondo piano, aprì la porta del suo appartamento ed entrò. Accese la luce dell’ingresso e la vide, nella penombra, ancora lì, in mezzo al soggiorno, la scatola. A Giacomo sembrava che lo guardasse e si sentì infastidito, infatti gli diede le spalle per spogliarsi. Ma la scatola lo chiamava, sussurrando piano il suo nome. Ancora non poteva aprirla, quindi, accese lo stereo e andò in cucina.

Aprì la dispensa e prese un barattolo di fagioli, li mescolò con del tonno in scatola, mise tutto in un piatto e lo scaldò al microonde. Seduto su quella sedia bianca di ferro, appoggiato ad un tavolo instabile, guardava nel vuoto e mangiava senza fame, senza entusiasmo e senza calma. Lo faceva per necessità.

Improvvisamente il telefono squillò, un messaggio. Giacomo si precipitò a guardare, finalmente curioso, finalmente emozionato. Erano loro, era il momento.

Da una parte avrebbe voluto lanciarsi sulla scatola ed aprirla, più di un bambino a Natale. Si prese invece il suo tempo un po’ per orgoglio e un po’ per paura.

Qualche settimana prima, non sapendo che fare, stava cazzeggiando su internet e aveva trovato un sito interessante. In realtà era un blog abbastanza inquietante ma aveva attirato la sua attenzione, il che era davvero strano. Nella pagina iniziale, c’era un personaggio circondato dalla penombra, con un tunica rossa con tanto di cappuccio che lasciava intravedere solo gli occhi di ghiaccio. Il naso e la bocca erano coperti da una bandana raffigurante un sorriso ambiguo, pauroso.

Appena entravi nella home page subito partiva una voce meccanica:

– Se non riesci a realizzare nulla nella tua vita, sei un vegetale, un soprammobile, ma vorresti uscirne, puoi far parte della nostra squadra. Clicca sul pulsante rosso.-

A fianco a questo strano personaggio c’era un puntino rosso. Giacomo ci cliccò sopra col mouse e si aprì una pagina dove doveva registrarsi. In fondo, c’era la spiegazione.

Se volevi emergere dalla vita, loro ti avrebbero aiutato mandandoti una scatola segreta a casa contenente una missione. La prima era una missione semplice, di prova, per capire se eri in grado. Le altre sarebbero state più toste. Bisognava aprirla solo al loro segnale e portare a termine la missione entro una settimana.

Non ce la fece più. Giacomo abbandonò il piatto, andò in soggiorno, si sedette do fronte alla scatola e con estrema delicatezza l’aprì. 

All’interno c’era un modellino in scala: si vedevano tavoli, sedie, piatti, bottiglie e bicchieri, tutto rigorosamente apparecchiato. Era lo scenario di un ristorante. C’erano anche delle bamboline, tutte a terra, tutte con gli occhi a forma di X. 

Sul coperchio della scatola c’erano le istruzioni:

” Dovrai introdurti in un ristorante e avvelenare il cibo. Vedi tu se in modo definitivo o temporaneo .”

Stranamente Giacomo si sentì emozionato, si sentì partecipe e con un obiettivo. Non aveva mai provato la sensazione di avere uno scopo nella vita. Non stava nella pelle. Il giorno dopo avrebbe portato a termine la missione in tempi record.

Il mattino, dopo una notte riposante, si svegliò di buon ora. Si fece una doccia, si vestì e andò al lavoro, ma prima passò in farmacia a comprare il gutalax.

Poco prima dell’ora di pranzo, andò in mensa aziendale e, riuscendo a non farsi vedere, sparse il contenuto delle bustine sulla pasta asciutta che era al buffet. 

Il pomeriggio, i bagni erano intasati di gente che stava malissimo. La missione era compiuta. E Giacomo sorrise soddisfatto.

Ora non aspettava altro che arrivasse la nuova scatola con una nuova missione, con un nuovo obiettivo, questa volta, più cattivo.

Non tardò ad arrivare, con i complimenti per la prima missione.

Giacomo, come la volta precedente, si sedette di fronte alla scatola, la aprì. 

Questa volta la missione era pericolosa: non per lui, per le sue vittime.

Il viso di Giacomo aveva un sorriso strano, gelido, inquietante. Un ghigno divertito.

Vanessa Trophy

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Informazioni su Scrittori in Corso

Collettivo di scrittura e laboratorio di stile di scrittura creativa. Dal Marzo 2015 si promuove come ritrovo per autori emergenti e non, con lo scopo di migliorare la fruibilità delle produzioni letterarie contemporanee in un contesto di social media. Non costituisce una testata giornalistica ai sensi della legge n. 62 del 7-3-2001.
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