Sceneggiatura creativa

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Aveva passato una vita a prepararsi per quel momento, era nato con quello scopo. Uno dei dodici in grado di perpetuare ciò che rimaneva della loro stirpe.
L’Erede.
Il Prescelto.
Nomi affibbiatogli che, davanti al Varco, persero ogni tipo di significato, svuotandolo di ogni certezza e riempiendolo di un sentimento a cui non era stato addestrato ad affrontare: l’insicurezza.

– No, non ci siamo.
– Troppo incisivo sul primo piano del personaggio?
– Mi pare ovvio, Marv. È già stato detto tutto, che altro aggiungere?
Ci fu silenzio per un istante, un colpo di tosse dello sceneggiatore – Se posso…
– Ho trovato!
– Cosa? – il grido aveva spento l’entusiasmo.
– Facciamo che abbia subito delle ferite di guerra, che non sia giovane e bello!
– Già… può funzionare!
– Grande, Marv, ne sai sempre una più del…
– Idea! – altro grido. – Mettiamogli qualche innesto robotico, qualcosa alla Terminator, Cameron ci ha fatto i quattrini!
Un coro di “già” si sparse nell’aria, solo lo sceneggiatore era rimasto zitto.

Aveva passato una vita a prepararsi, nonostante le ferite e quel braccio bionico, regalo di un distruttore fasico. Era nato con un solo scopo: era uno dei dodici in gr…

– No! No! No!
– Che c’è ora?
– Dodici sono troppi. Chi è che fa dodici figli in questa storia? E come sono morti tutti? Non ha senso!
Altro silenzio, lo sceneggiatore prese a scarabocchiare sul foglio per appunti, non guardava nessuno in faccia, non sarebbe riuscito a restare serio.
– Facciamo che è figlio unico.
– E che sua madre è morta di parto dandolo alla luce. Alla gente piacciono le storie strappalacrime!
– Se invece dicessimo che sua madre lo ha abbandonato? La rete non farà mai passare una morte così, Chase coi Soprano doveva pagare il pizzo ogni volta che ammazzava qualcuno!
Gelo. Di solito quello era il momento in cui lo sceneggiatore interveniva con qualche idea, ma non successe nulla.
– Dai è una sceneggiatura fantastica, ti pare che facciano storie! Al massimo mettiamo una ragazzina che strilla e poi stramazza nel letto al canto del pargolo. Prendiamo una di quelle dei provini porno, con la faccia da puttanella per attirare gli uomini.
– Marv l’idea mi piace, ma manca qualcosa.
– Possiamo metterci un drago magico che veglia sul pargolo.
– No, meglio un cane.
– Un cane in un fantasy? Dovremmo dargli dei pot…
– No, poche cose strambe, alla gente piacciono i cani!
Tante teste annuirono come ebeti.

Aveva passato una vita a prepararsi, con tutte le ferite e quel braccio bionico, regalo di un distruttore. Sua madre era morta mettendolo al mondo per uno scopo: era l’unico in grado di perpetrare ciò che rimaneva della loro stirpe e doveva tutto al suo cane guardiano, Fenntoas.
Era l’Erede.
Il Prescelto.
Nomi affibbiatigli che, davanti al Varco, per…

– Ferma tutto! – Altro grido.
Altro silenzio. Lo sceneggiatore prese a mordicchiare il cappuccio della penna, lanciando uno sguardo al tavolo.
– Che c’è ora?
– Varco mi suona male.
– Non fare il complicato ora, il tema è quello: stiamo parlando di fantasy.
– Non era fantascienza?
– Zitto, Marv! – tuonò – non sai che ormai queste etichette sono superate? C’è il fusion, come quelli lì, quelli dei fumetti, non mi viene il nome… quelli dei supereroi! Lee ci ha fregato pure il vecchio Walt coi ragni radioattivi e le calzamaglie!
– Potremmo mettere solo “portale”, è più generico.
– No che tanto quelli capiscono tutto e ci ritroviamo la pagina piena di idiozie e di complottisti, serve qualcosa alla Zorro!
Si guardarono tutti, pure lo sceneggiatore.
– Perché alla Zorro?
– Perché quando arriva Zorro sai che va tutto bene.
Nella stanza il mormorio cominciò a incrinare la sicurezza di tutti, lo sceneggiatore si mise a disegnare dei cani spaziali con zampe bioniche.
– Allora diciamo che viene da un altro pianeta e che deve nascondere le sue origini.
– Eh no! – l’urlo inarticolato sembrò voler frantumare i vetri – Non copiamo ragazzi, che diavolo vi pago a fare?
– Allora lasciamo perdere il port… no scusa, il varco. Facciamo tutto un regno magico niente pianeti, lo facciamo diventare un principe o qualcosa del genere, col cane che lo protegge dai cattivi!
– Se togliessimo proprio il tipo?
– Ma senza un pers…
– Marv non pensi in grande, i grandi film d’autore non guardano i personaggi, oramai sono roba vecchia!
– Giusto, ma che facciamo allora?
– Lasciamo il cane, anzi facciamo che lui abbia una zampa meccanica!
– Genio!
– Si ma chi salva il mondo a questo punto?
– Marv non pensare a simili piccolezze è tutto come presenti i personaggi. Guarda Lucas, ancora campa di rendita per un mascherone nero con l’asma e ci ha fregato quattro attori con ‘sta storia!
– Ma i pers…
– Non stare a fossilizzarti! Potremmo dire che il cane salva la famiglia reale e che sia lui il Prescelto.
– Fa effetto.
Altri “già”, le teste annuirono di nuovo.
– Allora è deciso! Che ne pensa lo sceneggiatore? Qualcosa da aggiungere?
L’interessato sollevò lo sguardo ai presenti, sospirò e ammise – Nulla, è perfetto così!

Si chiamava Fenntoas ed era il guardiano della famiglia reale, era lui il Prescelto.

di Davide Zampatori

(Immagine di Claudia Brilli)

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Informazioni su Scrittori in Corso

Collettivo di scrittura e laboratorio di stile di scrittura creativa. Dal Marzo 2015 si promuove come ritrovo per autori emergenti e non, con lo scopo di migliorare la fruibilità delle produzioni letterarie contemporanee in un contesto di social media. Non costituisce una testata giornalistica ai sensi della legge n. 62 del 7-3-2001.
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Una risposta a Sceneggiatura creativa

  1. Fabio Piovesan ha detto:

    Bravo Davide per i due livelli… e brava Claudia per l’illustrazione!

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