L’ospite inatteso

20160910_155553.jpg
Il lago era molto mosso e Leslie non sapeva proprio come avrebbe potuto attraversarlo. Si guardò attorno alla ricerca di qualsiasi cosa utile. Doveva raggiungere l’altra riva; fermarsi lì era impensabile!

Due giorni prima
‒ Mamma! Dove sono le chiavi della casa del nonno? ‒ chiese Leslie.
‒ Sono appese dietro la porta in cucina. Sono quelle con il portachiavi giallo!
‒ Trovate, grazie!
Leslie salutò sua mamma, prese la valigia e salì in macchina. Mancavano ormai pochi giorni all’esame di abilitazione per diventare psicologa e aveva bisogno di qualche giorno di relax per un ultimo ripasso. Fece una breve tappa al supermercato vicino per fare un po’ di spesa per i giorni che sarebbe rimasta e poi imboccò la strada che portava fuori città.
Dopo un’oretta di macchina e parecchie curve arrivò al parcheggio sterrato da cui partiva il piccolo sentiero nel bosco che permetteva di arrivare al lago.
La casa in realtà era un cottage costruito con legno bianco, tetto scuro e una piccola veranda sul lago nella quale c’erano due poltrone e un tavolo immacolato.
Leslie arrivò, posò le valigie nella camera da letto e andò in cucina per sistemare la spesa. Nel pomeriggio si mise sulla poltrona in veranda per cominciare il ripasso dei suoi appunti. Il tramonto non tardò ad arrivare e Leslie entrò in casa per prepararsi un hamburger con patatine al forno e due fette di pane con la Nutella da mangiare comoda in veranda continuando a studiare.
Verso le dieci decise di rientrare perché era stanca e fuori si stava cominciando ad alzare un leggero vento che le impediva di concentrarsi. Andò in bagno, si mise il pigiama e si infilò nel letto.
Durante la notte uno strano rumore la svegliò: era come lo scricchiolio del parquet quando ci passava sopra, ma in un attimo quel suono si fermò. Stette sveglia con le orecchie tese ancora un po’, poi, pensando di aver sognato, si rimise giù.
Dopo alcuni minuti, però, un altro boato la fece di nuovo balzare sul letto; questa volta le era sembrato di sentire sbattere lo sportello della credenza. I battiti del cuore cominciarono a salire, dalla fronte scendevano gocce di sudore. D’istinto accese subito la luce della camera, poi si alzò, andò in corridoio e accese anche quella, poi si diresse piano piano in cucina sentendo sotto i suoi piedi quello stesso scricchiolio che le era parso di udire anche prima; arrivò in cucina, fece pressione sull’interruttore e si guardò intorno. Niente. Controllò ovunque: dietro al piano di lavoro, dietro al divano, sotto al tavolo; le venne persino in mente di guardare nella credenza ma le sembrò tutto in ordine se non per il barattolo della Nutella che, a suo ricordo, era in un posto diverso da quello dove ricordava di averlo riposto.
Leslie pensò di essersi confusa e tornò verso la camera non prima però di aver controllato anche nel bagno, nell’altra camera da letto e persino sulla veranda. Visto che non c’era niente di strano tornò a letto pensando di aver di nuovo sognato.
La mattina Leslie si svegliò un po’ turbata da quei rumori sentiti nel sonno: sembravano così reali… Andò in cucina e si preparò una tazza di latte in cui inzuppare un bel po’ di biscotti al cacao. Guardò fuori dalla finestra e, vedendo che il tempo stava tendendo al brutto, decise di studiare in casa. E in effetti da lì a poco si abbatté sul cottage una pioggia molto fitta che, nel pomeriggio, si trasformò in un temporale con vento forte.
Leslie controllò nell’armadio per cercare una torcia, ma c’erano soltanto delle scatole con attrezzi da lavoro; così provò in cucina e lì, nel cassetto in basso, trovò qualche candela. Ne prese una, la accese e fece colare della cera su un piattino di ceramica in modo da potercela fissare sopra così, nel caso fosse saltata la corrente, avrebbe avuto la sua luce.
E successe proprio quello. Subito dopo cena un violento fulmine si scagliò non molto lontano dal cottage e questo fece saltare completamente la corrente. Leslie accese la candela che teneva al suo fianco sul divano e, visto che ormai era diventato impossibile studiare, decise di andare a letto, sperando che il giorno successivo tornasse il bel tempo. Ma quella notte Leslie non riusciva a dormire: il vento forte faceva muovere gli alberi fuori provocando dei rumori simili a fischi; tra le persiane poteva vedere la luce dei lampi e sentire il borbottio dei tuoni che sembravano molto vicini. Anche la pioggia scendeva incessante, picchiettando sul tetto. Si coprì il volto con il lenzuolo nella vana speranza di essere protetta.
Ad un certo punto sentì un rumore provenire dalla cucina: qualcosa di vetro era caduto sul pavimento. Non poteva esserselo immaginato, non stava dormendo. Prese la candela, la accese e si avviò piano piano verso la stanza: le sue mani tremavano, il cuore in gola batteva come un martello pneumatico, il sudore grondava dalla fronte. Arrivata in cucina vide un bicchiere di vetro rotto per terra, ma non c’erano spifferi di vento che avrebbero potuto causarne la caduta. Si guardò intorno e mentre si voltava verso il divano, un lampo illuminò la stanza buia facendole scoprire un ragazzino seduto con il barattolo della Nutella in una mano e un cucchiaino nell’altra.
Dalla bocca di Leslie uscì un urlo acuto.
‒ Perché gridi? ‒ le chiese dopo aver assaporato bene la crema.
‒ Ch… Chi s… sei? ‒ gli domandò con voce tremolante
‒ Sono Michael! Vuoi mangiarne un po’ con me? ‒ la invitò porgendole il barattolo.
‒ E da dove sei entrato?
‒ Io abito qui, non esco mai! Buona la Nutella! Erano parecchi anni che non la mangiavo, sicura di non volerne un po’?
‒ Ma i tuoi genitori saranno preoccupati, vuoi che ti porti da loro?
‒ Non ho genitori!
‒ Senti, vado di là a prendere una cosa e torno subito. Mi aspetti qui? ‒ e dicendo questo Leslie si diresse verso la camera per recuperare il suo cellulare.
Ma, nel corridoio, vicino all’armadio, proprio dove c’era l’ingresso della camera, Leslie vide Michael che l’aspettava.
‒ Cosa devi prendere in camera? Non vuoi giocare con me?
‒ C.. come hai fatto ad arrivare qua? ‒ chiese lei sempre con voce più tremolante
‒ Giochiamo insieme? Qua dentro ci sono molti giochi divertenti! Disse Michael aprendo l’anta dell’armadio dove c’erano tutti gli attrezzi da lavoro.
Leslie non ci pensò due volte. Cacciò dalla bocca un urlo ancora più potente di quello precedente, si girò di scatto e corse verso la porta d’ingresso. Prese al volo le chiavi dell’auto che aveva messo su un mobiletto a fianco alla porta e si precipitò fuori per correre verso l’auto. Purtroppo una volta fuori si accorse che il sentiero verso l’auto era bloccato da una fila di alberi crollati con il temporale. Si girò verso l’interno della casa e vide Micheal che stava arrivando verso di lei con un trapano a batteria in una mano e un seghetto elettrico nell’altra. Cominciò a guardarsi intorno: l’unica via di fuga era ostruita da alberi, non c’erano possibilità. Era finita.
Leslie corse verso il lago. La superficie veniva illuminata dai lampi, l’acqua veniva mossa dal vento. Non sapeva cosa fare. Si voltò dietro e vide Micheal che stava arrivando. D’un tratto le cascò l’occhio su una barchetta legata a un piccolo ponticello di legno. Era un’impresa suicida, ma era l’unica possibile…

Annunci

Informazioni su Scrittori in Corso

Collettivo di scrittura e laboratorio di stile di scrittura creativa. Dal Marzo 2015 si promuove come ritrovo per autori emergenti e non, con lo scopo di migliorare la fruibilità delle produzioni letterarie contemporanee in un contesto di social media. Non costituisce una testata giornalistica ai sensi della legge n. 62 del 7-3-2001.
Questa voce è stata pubblicata in Incipit, Jonathan Carduccelli, Scrittori in Corso. Contrassegna il permalink.

Commenta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...