La leggenda della Basilica

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Ero appena rientrata dal parrucchiere con i miei capelli viola e stavo facendo la valigia. All’improvviso mia nonna entrò in camera e cominciò a raccontare: Quando mia mamma mi portava dal Papa me lo diceva sempre: non entrare a San Pietro con il cuore illibato e la testa colorata, altrimenti il tuo gemello cattivo esce da te e ti rovina la vita. Io non ci credevo e non sapevo neanche cosa volesse dire con la testa colorata, poi quando avevo otto anni l’ho vista: era una donna sui quarant’anni, tutta vestita bene, con i capelli biondi, sottobraccio a un uomo, ma non aveva la fede al dito, eppure erano tanto vicini, ora voi giovani dite intimi. Era davanti a me e a mia madre, in coda, quando passò le porte di San Pietro sentii un sibilo e vidi che la signora stava per cadere. Poi la tua bisnonna mi coprì la faccia, disse una frase strana su un doppio, che usciva e cominciò a pregare, finché non ci inginocchiammo vicino a un altare. Solo allora tolse le sue mani dai miei occhi. Provai a chiederle qualcosa, ma lei rispose solo promettimi che non entrerai mai qui con il cuore illibato e la testa colorata. Il suo volto era sconvolto e io ero piena di paura, feci cenno di sì con il capo e mi misi a pregare con lei. Quando uscimmo vidi sotto al portico la donna: i suoi occhi incrociarono i miei, erano vuoti, non c’era nulla dentro, erano bianchi. Cominciai a tremare, tirai il braccio di mia madre e le indicai la signora, mia madre mi attirò verso di sé e cominciò a camminare più velocemente e a pregare. Sui suoi occhi c’erano lacrime. Qualche giorno dopo mio papà morì. Per questo non mi sono mai voluta tingere i capelli e per questo ti dico di aspettare il matrimonio, anche se tu non l’hai fatto. Ascoltami ora, non entrare a San Pietro con quei capelli, altrimenti avrai una crisi e uscirà la tua gemella cattiva e ti rovinerà la vita e chi la vedrà avrà disgrazie. Giuramelo!

Non potei non giurarglielo, era disperata, poi mi misi al pianoforte e intonai qualche nota di Bach che a lei piaceva tanto e la calmava e intanto pensavo a quel doppelganger: che fosse vero o solo un ricordo stordito dal tempo?

Erika Franceschini

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Informazioni su lisbethpfaff

Vero nome: Serena Barsottelli. Classe 1985, nata a Viareggio (LU) e residente a Lido di Camaiore (LU), sono una scrittrice. Mi interesso di attualità, politica, cultura, letteratura, musica, arte, comunicazione e scienza. Ho pubblicato a febbraio 2014 il mio primo libro, "VoraceMente", edito da Edizioni CinqueMarzo di Viareggio. A dicembre 2014 è uscito il mio racconto d'attesa "Chi è?". Del 2015 la mia prima silloge poetica "D'Amore, Morte e d'altri Miti" e la raccolta di racconti "Frantumi".
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Una risposta a La leggenda della Basilica

  1. Fabio Piovesan ha detto:

    il mio preferito finora!

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