Ricordi

ricordiIeri era una giornata bellissima, di quelle così limpide che si riesce a vedere a chilometri. Il cielo, pulito di ogni nuvola, ammiccava come affamato sulle colline e il sole scaldava con la sua luce, neanche fosse estate.
Il vento, invece, era tipico di quei periodi, capace di darti frustate di freddo sul volto, come a punirti di quella magnificenza che è il mondo.

Oggi, come ieri, come ogni mattina, mi sono avvolta nel mio cappotto e, passando fra i soliti vicoli e sto andando in facoltà, o meglio nel palazzo dove si fa lezione. Alessandra non è voluta venire, è rimasta sotto le coperte. Io non so bene cosa mi abbia spinto a uscire, forse dovevo rimanere anche io a letto. E dire che di solito sono io a convincerla di saltare una lezione. Come il corso di inglese, quando abbiamo capito che il prof non ci stava insegnando molto e che potevamo fare a casa da sole, abbiamo deciso che il lunedì alle 9 potevamo rimanere nei letti sgangherati della nostra camera doppia. Come al solito, di martedì mattina, c’è Linguistica 1A e mentre cammino a passo svelto, mi chiedo, come sempre, che differenza ci sia con la 1B o la 1C. Domande inutili, tanto non lo scoprirò mai. La prof di Linguistica è una bella tipa, bionda, non bellissima, ma con un carattere forte e diretto. Mi mette a disagio, per questo, ogni volta, mi nascondo fra la folla, a metà dell’aula, tanto le sue lezioni sono frequentatissime. Non perché sia una bella materia, semplicemente perché a Lettere e Filosofia l’esame di linguistica è obbligatorio per tutti. Non capisco molto questa materia, ascolto le lezioni, la sento parlare di cose di cui ignoravo l’esistenza e prendo degli appunti che dopo mezz’ora mi sono già incomprensibili. I manuali li leggo e li rileggo, ma quando arrivo agli esercizi, mi sento come se fossi in una stanza dove tutti parlano un’altra lingua, che io non conosco minimamente.
Sono sempre in ritardo, fortuna che Chiara è sempre puntuale e prende posti per tutte. È già arrivata anche Cinzia. Io invece sono sempre l’ultima, di solito do la colpa ad Alessandra, ma oggi lei non c’è.
Guardo l’aula, saremo una cinquantina di persone. Nelle prime file ci sono le perfettine. Quelle che si svegliano già pettinate e truccate. Arrivano alle 9 del mattino come se avessero passato due ore a prepararsi. Il trucco leggero che sembra non esserci, ma c’è, fidatevi. I capelli, ovviamente lisci, perché il riccio fa troppo imperfette, legati in una coda di cavallo che neanche la parrucchiera riesce a farla così bene.
Le tipe che mi fanno più tenerezza sono le finte perfettine. Quelle che ci provano in tutti i modi, ma niente, non ci riescono. C’è sempre quel capello lì che va per fatti suoi oppure quel brufolo maledetto che viene sempre nei momenti sbagliati.
In fondo, ma mai abbastanza per il mio parere, ci sono io. La mia faccia fa molto reduce dalle guerre puniche, ma in realtà sono solo le guerre tra la mia pigrizia e la mia coscienza. I miei capelli, ovviamente ricci, vengono pettinati solo quando li lavo e il trucco è qualcosa che credo di avere in un cassetto da qualche parte, non lo so, devo controllare. Le mie amiche, non sono delle cause perse come me, ma non sono di certo delle perfettine. Per Chiara è già tanto non uscire in pigiama!

Sono passate due interminabili ore e mentre esco dall’aula sotterranea, il mio unico pensiero è uscire e fumare. Non ci sono riuscita prima, ero troppo di fretta.
Una volta fuori, troviamo Alessandra che ci aspetta. Cinzia ci saluta per andare a lezione di tedesco e noi ce ne andiamo in aula studio. La nostra concentrazione dura più o meno mezz’ora. Poi iniziano le battute scritte sui libri che generano delle risate soffocate e delle occhiatacce da parte di chi ha serie intenzioni riguardo lo studio. Così finiamo sempre davanti alla macchinetta del caffè e poi a fumare, mentre ci lamentiamo dei prof, delle materie, ma soprattutto di un futuro che sembra sempre più buio e lontano.

Studiamo, ma per cosa se poi non troviamo un lavoro che si avvicina, anche di poco, al nostro percorso universitario? Non lo so, però so che questi anni li ricorderò tutta la vita. Male che vada, avrò comunque un bel bagaglio culturale. So che con queste tre ragazze ho condiviso e condividerò tanti momenti indimenticabili e anche se la vita ci porterà lontane, saremo sempre l’una nel cuore dell’altra.

Sara Fiore

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Informazioni su Scrittori in Corso

Collettivo di scrittura e laboratorio di stile di scrittura creativa. Dal Marzo 2015 si promuove come ritrovo per autori emergenti e non, con lo scopo di migliorare la fruibilità delle produzioni letterarie contemporanee in un contesto di social media. Non costituisce una testata giornalistica ai sensi della legge n. 62 del 7-3-2001.
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