Estinzione

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Una luce mi abbaglia gli occhi. So cos’è, so dove sono, ma mi stupisco lo stesso e lo stesso mi sento a disagio. Vorrei fare mille domande, ma l’anestesia mi blocca ogni movimento. Ho appena cambiato volto, ho appena cambiato identità. Vorrei tanto piangere, ma nemmeno questo mi riesce. Immagino di piangere, alla luce fredda di questo ospedale, solo questo mi resta.

Tra poco verranno a controllare che l’anestesia abbia esaurito il suo effetto. Verranno per guardare il risultato del loro lavoro scrupoloso su un volto che non mi appartiene. Getteranno uno sguardo rapido e passeranno alla fase successiva: trapanarmi il cervello durante l’ultimo, delicatissimo intervento.
Questa procedura è il solo modo che conoscono per garantirsi l’obbedienza assoluta con i ribelli: è ciò che succede a chi tradisce la loro fiducia.
Preferirei non potere aprire più gli occhi, che risvegliarmi come un automa succube della loro volontà, del loro potere; senza avere più il controllo delle mie azioni, dei miei pensieri, dei miei istinti.
Mi sono chiesta tante volte il motivo per cui non ci uccidano e basta. La risposta mi si è presentata con una chiarezza sconvolgente solo poco prima di entrare in questa sala operatoria sterile e asfissiante. Il bianco accecante che mi circonda mi fa salire la nausea, ho sbagliato a credere che avrei potuto combatterli e tentare di salvare quegli innocenti. C’erano anche dei bambini in quei laboratori o almeno lo erano stati prima che venissero catturati. Adesso tutto ciò che resta di loro non è altro che un involucro smorto, privato dell’anima originaria. Sono stati privati del libero arbitrio, dei sentimenti e del raziocinio.
Perché non ci uccidono subito? Perché possiamo servirli meglio da vivi, come schiavi senza più la vecchia e pericolosa identità di umani senzienti e difficilmente controllabili. Hanno bisogno di riprodursi e creare nuovi adepti, mescolando il loro DNA al nostro.
La loro razza ha faticato a integrarsi sulla Terra, ha impiegato secoli. Si sono interessati alla nostra esistenza, hanno studiato le nostre mosse, i nostri punti deboli e le nostre capacità, hanno voluto riprodurre sul nostro pianeta il loro abominevole sistema dittatoriale. Lo hanno fatto strisciando silenziosamente e in modo subdolo dietro di noi finché non si sono sentiti pronti.
Quando ci siamo resi conto della minaccia che ci osservava da vicino, non abbiamo potuto fare altro che cercare di ostacolarli: la strada per la guerra era ormai definitivamente aperta. Solo che, a quel punto, loro erano già diventati molto più potenti di noi.
Abbiamo distrutto tutto ciò che restava della nostra civiltà, della nostra identità di esseri umani: la nostra storia e la nostra impronta sul pianeta si sono disintegrate in pochi mesi di guerra. Ne siamo usciti non soltanto sconfitti, ma estinti.
Quella che loro definiscono lotta per la sopravvivenza o pura e semplice evoluzione, per noi ha rappresentato solo la tragedia di un’ecatombe di proporzione mondiale.
I pochi sopravvissuti hanno dovuto scegliere se adattarsi volontariamente ai nuovi dominatori e rinunciare per sempre alla propria libertà oppure combattere e rischiare qualcosa di infinitamente peggiore della morte. L’annichilimento mentale.
Sento dei rumori. Eccoli che arrivano. Mi iniettano la dose minima di anestesia per l’intervento. Hanno fretta di ricrearmi a loro immagine e somiglianza. Hanno fretta di riprodursi.
Chiudo gli occhi annebbiati dalle lacrime e da un sottile velo di anestesia. Sono terrorizzata a morte. Un ultimo pensiero mi si spalanca nella mente prima di ripiombare in un sonno artificiale senza scampo. Il rumore del trapano si fa sempre più confuso. Le voci diventano brusii distanti.
Sono lontana, sono altrove.
Sono di nuovo a casa, tra le sue braccia.

Sonia Barsanti

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Informazioni su Scrittori in Corso

Collettivo di scrittura e laboratorio di stile di scrittura creativa. Dal Marzo 2015 si promuove come ritrovo per autori emergenti e non, con lo scopo di migliorare la fruibilità delle produzioni letterarie contemporanee in un contesto di social media. Non costituisce una testata giornalistica ai sensi della legge n. 62 del 7-3-2001.
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