La passeggiata

Nevsky_Prospect,_St._Petersburg,_RussiaContinuava a girare quel pezzetto di carta tra le mani. Era una scommessa sicura, senza nessun pericolo. La soffiata sulla combine l’aveva avuta dal presidente in persona e invece quel bastardo di Epifani l’ha messa di testa al 94′. Ventimila euro di debito con le persone sbagliate e 24 ore di tempo per trovarli o scappare.

Un idiota, un vero idiota. Scommettere su uno sport mai seguito. Quali partite? Le finali dei mondiali, forse cinque, dall’inizio alla fine. Ah, quella dei pulcini del Pescara, la partita di suo figlio, l’unica dopo aver pianto tutto il tempo. Non poteva scommettere alle corse dei cavalli? Aveva una cultura ben marcata fatta di “Febbre da cavallo”, che anche se perdevano vivevano avventure strane e belle da raccontare. E poi buttare così tutti quei soldi… Non c’era altro da dire.
Continuava a ripetersi tutte queste cose, sembrava un pazzo mentre attraversava le piccole traverse del corso principale della città. La gente era contenta, ai lati della strada, in attesa dei festeggiamenti in piazza per lo scudetto.
Il povero Marsilio continuava a pensare. Si giocava in casa. Per mezzanotte la squadra uscirà per le strade a ricevere i complimenti. E per cosa? Quel dannato Epifani aveva fatto un’intera stagione in panchina, a non fare nulla. Da dove è uscito questo moto di rivalsa? E poi…

E poi si risvegliò in un salotto ben arredato, ma con i mobili coperti da teli di plastica.
– Si è svegliato!
– Fallo riprendere…
Sentiva un dolore pulsante dietro l’orecchio sinistro.
– Ho già capito perché sono qui… – biascicò Marsilio. La frase fu breve, bloccata da uno sputo in faccia, di quelli che colano lenti.
– Tu non sai un cazzo! È tutta colpa del tuo sporco debito! È già passato un giorno, piccola merda. Lo sapevi?
Questa tirata aveva creato il gelo. Gli altri sei o sette uomini nella stanza si girarono verso il loro “collega”, pensando avesse esagerato contro un povero cristo che certamente aveva già immaginato la sorte che gli sarebbe toccata dopo una scommessa persa così amaramente. Marsilio invece aveva imparato che il tempo per pagare il debito era stato conteggiato a partire proprio da quella dannatissima scommessa.
Ma quello all’altro lato della stanza…

Gianni Minati, l’allenatore, era in posizione speculare a Marsilio. Entrambi erano legati su una sedia, entrambi bagnati e impauriti. Evidentemente il calcio non era così pulito come dicevano al telegiornale l’anno scorso. Dalle sedie in metallo cominciava a salire un leggero tremolio, come quello degli stimolatori che tanto si vendono con le pubblicità sui canali televisivi regionali.
Poi niente più.

Si risvegliò con la testa a terra, dolorante. Tutta immaginazione! Era ancora per strada, a pochi centimetri da lui una tegola campeggiava trionfante, un po’sporca di sangue. Era caduta e l’aveva stordito, nulla di preoccupante. Provava una sensazione di fastidio pulsante, lì dov’era stato colpito. Era una noia sopportabile, sicuramente più del pensiero di Epifani, che si stava probabilmente divertendo in mezzo a una folla trepidante e commossa. Quel biondino bastardo, tutto pieno di…

Non ne poteva più di quel non capire se si trovava in sogno o in veglia. I suoni giungevano attutiti.
– Continua a buttarci terra, si vede ancora quell’angolo!
Cazzo. Era chiuso in una bara o forse una cassapanca, sotto terra o chissà dove! Dovevano esser stati dei professionisti, dato che gli avevano tolto il cellulare dalla tasca. Quando era nel panico si divertiva a fare osservazioni così stupide. Tutto sembrava svolgersi come in quello strano thriller, “Buried – Sepolto”, c’era pure Ryan Reynolds, che gli piaceva tanto. Ah, sicuramente questo doveva essere un pensiero da sogno. Aveva rivisto quel film pochi giorni prima, probabilmente il cervello avrà ricordato qualche scena in quel momento per catapultarcelo nel momento onirico.
Marsilio non aveva tanta voglia di rifletterci, provò quindi ad addormentarsi. Tanto se è tutto vero finirò l’ossigeno dormendo, soffrendo il meno possibile, mentre se è finzione mentale mi risveglierò affianco a un’altra mattonella. Non avrebbe mai pensato a una miglior chiusura di vita, con un pensiero così semplice e positivo. In ogni caso, se fosse sopravvissuto, si sarebbe ripromesso di strangolare Epifani.

Aniello Di Maio

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Informazioni su Scrittori in Corso

Collettivo di scrittura e laboratorio di stile di scrittura creativa. Dal Marzo 2015 si promuove come ritrovo per autori emergenti e non, con lo scopo di migliorare la fruibilità delle produzioni letterarie contemporanee in un contesto di social media. Non costituisce una testata giornalistica ai sensi della legge n. 62 del 7-3-2001.
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