La scelta

La sceltaLe sue membra erano stanche, il suo sorriso spento, non aveva più voglia di vivere e quel giorno aveva deciso che sarebbe stato l’ultimo! Era tutto pronto e credeva di esserlo anche lei!

Sì, credeva. Perché prendere una decisione del genere non era stato affatto semplice e i dubbi, i ripensamenti, l’avrebbero assediata fino all’ultimo decisivo istante. Ne era certa.
Dalla cucina lasciata in disordine, Grazia si diresse verso la sala da pranzo trascinandosi dietro il peso di tutta la sua solitudine. Si lasciò cadere a peso morto sulla poltrona. Ne detestava il colore sbiadito e il tessuto fatiscente e se in tutti quegli anni non si era mai decisa a sbarazzarsene era perché, dopotutto, anch’essa era diventata parte integrante di una quotidianità sempre più monotona.
Era stanca. Stanca di respirare l’aria opprimente di quella casa da così tanto tempo silenziosa. Stanca di passare le giornate a ingurgitare schifezze e a scolare una bottiglia dietro l’altra.
Non voleva più guardare la sua immagine riflessa. Era uno spettacolo troppo grottesco da sopportare. Sentiva che da tempo, ormai, aveva toccato il fondo e il suo corpo consumato ne era la testimonianza più straziante.
Eppure le fotografie sulle mensole e sul mobile del salotto ritraevano una donna bella, gioiosa, viva più che mai. Nella foto del matrimonio, quella grande, appesa alla parete dell’ingresso, aleggiava il fantasma di un passato ormai svanito nell’oblio. Uno spettro malvagio nascosto dietro il velo da sposa immacolato: il ricordo di una spensieratezza giovane, ingenua, ricamata di speranza. Accanto a lei un bell’uomo le cingeva la vita e sorrideva all’obiettivo. Quell’immagine sembrava appartenere a un’altra vita, a un’altra donna. Lei era un ammasso di dolore e delusione in procinto di farla finita.
Gli antidepressivi sul tavolino da caffè erano già pronti per essere ingoiati. Aveva sistemato le dieci pasticche bianche una dietro l’altra, componendo una fila dritta e precisa, come un ultimo rituale. La bottiglia del superalcolico in solenne attesa. Da tempo aveva in mente l’estremo gesto.
Grazia aveva deciso. Stavolta sarebbe andata fino in fondo. Aveva solo un’ultima cosa da fare: scrivere un biglietto. Non aveva nessuno in particolare a cui poterlo lasciare ma sentì comunque il dovere di farlo.
Strappò un foglio dal quaderno che teneva sempre sul tavolino, in mezzo alle riviste e alle bollette da pagare. La penna nera le cadde di mano. Tremava. La raccolse e si lasciò guidare da quell’ultimo soffio interiore che ancora sopravviveva in un angolo remoto del suo essere. Il cuore iniziò a batterle sempre più forte, mano a mano che pensieri e ricordi le si affollavano in testa e si trasformavano in lacrime, troppo a lungo represse sotto lo strato di apatia indotta dagli psicofarmaci. Mentre gli insulti che l’ex marito era solito rivolgerle le rimbombavano nelle orecchie, un vortice di emozioni prepotenti sconvolse il suo corpo provato. D’impeto iniziò a scrivere lasciando inchiostro e lacrime sul foglio.

A mio figlio mai nato
Guarda che razza di madre avresti avuto, se fossi venuto al mondo. Guardami. Perché io non riesco a farlo senza provare ribrezzo.
Ci sono ombre di me che mi terrorizzano. Debolezze che prendono il sopravvento e non mi danno tregua. Buchi vuoti in cui mi sento risucchiare ogni pensiero buono.
Se mi sono ridotta così è soltanto colpa mia, colpa della mia fragilità. Avrei voluto che le cose andassero diversamente. Avrei voluto essere degna di questa vita. Avrei voluto saper combattere senza fermarmi mai. Invece mi sono arresa e non c’è una sola cosa che mi possa far cambiare idea, adesso. Sono così stanca…
Sono spenta, annientata dalla mia stessa codardia. Il mondo fa soffrire, non è un posto per rammolliti e forse è stato un bene che tu non l’abbia mai visto. Che tu non mi abbia mai vista.
Nel posto in cui ti ho sempre immaginato, tu sei puro spirito. Sei libero e viaggi con il vento, ovunque. Sei luce del mattino che accarezza ogni singolo fiore del giardino. Sei acqua corrente di torrenti montani. Sei suono di risate di bimbi in festa. Sei profumo di erba appena tagliata, fruscio di pagine nuove.
Sei stupore improvviso in mezzo al niente. Un battito nuovo sotto la pelle. Sei tutta la meraviglia che avrei voluto conservare, i sogni che non ho avuto il coraggio di realizzare. Sei in tutto quello che più ho amato.
La parte migliore di me non è mai nata. Proprio come te.

Grazia asciugò le lacrime che le si infransero sul collo. Rilesse quelle parole sgorgate come sangue da una ferita profonda. Tremava ancora.
Guardò le pasticche e la bottiglia sul tavolo.
Doveva sbrigarsi o le sarebbe mancata la forza anche questa volta.
Dalla finestra aperta della sala da pranzo entrava il vento.
Entrava luce.
Entravano l’odore di erba tagliata e le risate dei bambini, i figli dei suoi vicini di casa.
Guardò le pasticche e la bottiglia sul tavolo. Un brivido l’assalì.
Lesse ancora una volta il biglietto. Se lo portò al cuore, tenendolo stretto.
Prese il suo quaderno.
Non smise più di scrivere.

Sonia Barsanti

Annunci

Informazioni su Scrittori in Corso

Collettivo di scrittura e laboratorio di stile di scrittura creativa. Dal Marzo 2015 si promuove come ritrovo per autori emergenti e non, con lo scopo di migliorare la fruibilità delle produzioni letterarie contemporanee in un contesto di social media. Non costituisce una testata giornalistica ai sensi della legge n. 62 del 7-3-2001.
Questa voce è stata pubblicata in Incipit, Sonia Barsanti e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

2 risposte a La scelta

  1. Fabio Piovesan ha detto:

    “… anche questa volta.”, interessante.
    Bel pezzo!

    Mi piace

Commenta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...