Un draghetto pericoloso

dragoOrmai era un tutt’uno con il suo sudore. Uno schifo. Immobile sul divano, si concedeva solo, ogni tanto, uno sguardo disperato al condizionatore rotto. Quando sentì qualcosa sul piede, ci mise qualche attimo a guardare: gli costava fatica. Quando vide che la cosa era una specie di draghetto, pensò solo di essere alla frutta. Il caldo mi ha fatto impazzire! Pensò.

Come avrà fatto Claudia a convincermi a venire qui. Ho speso una fortuna per questa vacanza, per far cosa poi, andare a ballare tutte le sere e dormire fino a mezzogiorno? Quello potevo farlo anche a Roma, non c’era bisogno di venire a Rimini. Lo facciamo già a Roma.
Roberto grondava sudore sul divano, Claudia aveva saltato il pranzo ed era andata in spiaggia, mentre lui era rimasto ad imprecare contro il condizionatore. E ora quel draghetto che sembrava disegnato. Era forse un tatuaggio fatto mentre era ubriaco la sera precedente? Allungò la mano per toccarlo e con sua grande sorpresa, si mosse.
Lo guardò, dritto negli occhi.
Roberto si spaventò, quella creatura non era normale. Non esisteva, ma soprattutto non sembrava avere un aspetto naturale. Andò a sciacquarsi la faccia per l’ennesima volta, ma quando tornò nel soggiorno il draghetto era ancora lì.
Non sapeva cosa fare, ucciderlo forse, ma la curiosità era troppo forte. Tentò di toccarlo e il draghetto si spostò, di tentativo in tentativo arrivò alla porta. Sembrava che volesse fargliela aprire. Lo fece e seguì la piccola creatura giù per le scale, fortunatamente erano al primo piano. Questo riduceva il rischio di incontri indesiderati. A quest’ora, con questo caldo, chi vuoi che ci sia in giro.
Arrivarono nel cortile. Era fresco, all’ombra delle piante. Vide un vecchio dai capelli bianchi e gli occhi verdi fissarlo alla fine del cortile. La piccola creatura sembrò riconoscerlo e gli corse incontro, infilandosi nella manica della sua maglietta.
– Ciao, Roberto. – Lo salutò, sorridendo.
Il ragazzo rimase a fissarlo, convinto di non aver capito bene, sorrise e fece per tornare indietro.
– Aspetta, Roberto! Devo parlarti. – Lo fermò l’anziano.
Lui si girò lentamente, stavolta aveva sentito bene – Ci conosciamo?
– Tu non mi conosci, ma io so molto di te.
– Temo di non capire.
– Ho bisogno di te. Sei stato scelto.
– Scelto per cosa?
– Non qui.
Roberto non ebbe neanche il tempo di rispondere che sentì una strana sensazione, la testa gli girava, tanto da farlo cadere nel buio. Quando si alzò si ritrovò nel suo appartamento di Roma.
– Cosa cazzo succede? – il panico e l’ira si impadronirono di lui – Che trucco è? Chi cazzo sei?
L’anziano sorrise ­– Mi chiamo Mario, sono un mago.
– Mi prendi per il culo?
­– No sono serissimo.
Roberto rimase in silenzio, quello doveva essere un pazzo. Del resto, erano arrivati nel suo appartamento, conosceva il suo nome. In fondo ascoltarlo non poteva fargli tanto male, poi i pazzi è sempre meglio assecondarli.
­­– Cosa vuoi?
– Io sto morendo, devo trovare un successore, qualcuno che mi sostituirà nel mio compito.
– Sei un mago buono? – si sentì stupido nel chiederlo.
L’uomo rise di cuore – Non esistono maghi buoni. Tutti i maghi servono Lucifero, hai visto troppi film.
– L-lucifero? – Roberto non credeva alle sue orecchie. Sperava non fosse un serial killer.
– Non devi aver paura. Pensaci puoi avere tutto ciò che vuoi. Una donna molto più bella di quella che hai, più servizievole, un lavoro migliore. La tua vita sarà tutta in discesa.
– Così è troppo facile, cosa c’è dietro?
­– Beh, c’è sempre un prezzo da pagare, – guardò Roberto, avvicinandosi – la tua anima sarà Sua e dovrai servirlo sulla Terra.
– Cosa vuol dire?
­– Non ti preoccupare, non sarà niente di difficile. Delle persone che già vengono da me ti chiederanno di fare dei sortilegi per loro. Devi accontentarli e trovarne di nuove, farle allontanare dalla retta via e convincerli che i sortilegi aiuteranno loro e le persone che hanno accanto.
­– Li aiuterei davvero?
­– Certo che no! Li avvicinerai solamente all’oblio. La loro vita sarà piena di sofferenze e la loro eternità sarà all’Inferno, se fai bene il tuo lavoro.
– No, non voglio causare problemi a nessuno! – Mentre diceva questo l’uomo stava tracciando un cerchio a terra e lo riempiva di scritte strane. Spinse il ragazzo nel cerchio.
– Cosa t’importa degli altri, chi ha mai fatto qualcosa per te? ­– nella sua mano apparì un pugnale e lo passò al ragazzo – Basta una goccia.
Roberto guardò l’uomo, poi il pugnale e infine il cerchio nel quale era stato spinto. Stentava ancora a credere che stesse succedendo davvero.
Avanti ragazzo, avrai una vita meravigliosa! Sentiva la voce dell’uomo nella sua testa. Pensa al tuo lavoro, vuoi continuare a sgobbare per quell’avvocato o vuoi diventare il migliore, il più pagato, il più richiesto? Io posso farlo accadere. Vuoi diventare famoso? Posso farlo succedere. Vuoi davvero continuare tutta la vita ad ammazzarti in palestra perché la sera prima hai mangiato troppo? Io posso darti un fisico scolpito nonostante i tuoi vizi a tavola. Vuoi continuare a cercare di far funzionare la tua relazione? Per che cosa? Potresti avere file di ragazze solo per te. Io posso darti tutto, tutto ciò che vuoi. Basta solo che pungi il palmo della tua mano. Basta solo una goccia del tuo sangue. Avanti, fallo. Saresti uno sciocco a non farlo! FALLO!
Il suo respiro si fece affannoso, non era mai stato molto lucido sotto pressione. Chiuse gli occhi, come nauseato. Le parole dell’anziano sembravano un eco che si ripeteva nella sua mente. Avrebbe avuto una vita meravigliosa, avrebbe avuto tutto. Fama, soldi, donne.
Aprì gli occhi di colpo, aveva deciso. Scagliò il pugnale lontano – NO! NO! – fu la sola cosa che riuscì a dire. Poi arrivò il buio.

Riaprì gli occhi, era sul divano, sudato come mai in vita sua. Era stato tutto un sogno? Sembrava così reale. La sua risata fece eco nella stanza vuota, era stato solo un incubo. Scattò sentendo la porta aprirsi.
­– Amore, mi mancavi, ti ho portato dei ghiaccioli e delle birre fresche – era Claudia che gli sorrideva mostrando le buste.
Non ho bisogno di nient’altro, tutto ciò di cui ho bisogno è qui. Forse giusto di un condizionatore che funzioni!
­– Tesoro, è tuo questo coltello? – gli chiese lei, mostrandogli il pugnale che poco prima stringeva fra le mani.

Sara Fiore

Annunci

Informazioni su Scrittori in Corso

Collettivo di scrittura e laboratorio di stile di scrittura creativa. Dal Marzo 2015 si promuove come ritrovo per autori emergenti e non, con lo scopo di migliorare la fruibilità delle produzioni letterarie contemporanee in un contesto di social media. Non costituisce una testata giornalistica ai sensi della legge n. 62 del 7-3-2001.
Questa voce è stata pubblicata in Incipit, Sara Fiore e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

Una risposta a Un draghetto pericoloso

  1. Aniello di Maio ha detto:

    Bello 😀 Peccato però, avrei voluto leggere poi delle avventure del mago e del drago 😛

    Mi piace

Commenta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...