Sandie

SandieSapevo già che prima o poi avrei perso i capelli, visto che la genetica non è un’opinione, ma ora è decisamente troppo presto. Maledetto Hodgkin, nonostante non sia colpa tua. Ora per colpa tua posso già sapere il mio futuro tricologico.
La chemio è finita ieri, ma guardandomi allo specchio, smunto e privo di capelli, so che forse patirò ancora e che non mi passerà mai la sensazione di essere diventato un relitto.
In famiglia non c’erano mai stati molti malati, sono l’unico ad avere un tumore e benché mio padre sia morto a cinquant’anni, era ancora in perfetta salute quando lo investirono.
Mi guardo ancora allo specchio per un momento, ho voglia di spaccare il vetro riflettente e di gridare, ma non c’è la forza neanche per un lamento, sono vuoto e spento.
Un braccio mi passa intorno alla vita, sussulto nel guardare gli occhi della mia donna, pieni di un desiderio che io non posso soddisfare. Lei non si è mai spaventata, la mia miseria non la sfiora neanche e le mie silenziose maledizioni vengono sempre accolte con sorrisi rassicuranti. Se non ci fosse lei, sarei perduto.
Sandie mi è rimasta accanto dal primo giorno, quando ancora mi scompigliava i capelli per farmi dispetto, buttandola sul ridere. Eppure ho paura di perdere anche lei, quando vedo uomini più in salute e con più capelli di me, penso che mi lascerebbe senza esitare.
Mi volto a guardarla, il suo riflesso nello specchio non mi basta. Ci scambiamo uno sguardo, sappiamo entrambi che non posso darle ciò che desidera, non con la debolezza che sento addosso. Chino il capo calvo e sfuggo al suo sguardo.
Per tutta risposta, Sandie mi afferra per la mascella e mi sussurra qualcosa d’incomprensibile prima di baciarmi. Rispondo a quelle labbra, le sento tremare di passione e desiderio. Mi vorrebbe, ha aspettato per tanto tempo mentre Hodgkin e io combattevamo l’uno contro l’altro. Alla fine non si sa chi abbia vinto, ma lei è pronta a prendersi le spoglie, anche se fatica ad accettare che io non riesca a tornare alla mia vita.
La stringo a me, le sussurro che la amo e per un attimo dimentico il relitto che sono diventato, torno me stesso prima di ciò che mi è stato strappato e sento di poterla amare fino a consumarmi.
Lo sguardo nello specchio mi tradisce, rivela le mie debolezze e mi fa piombare nell’abisso della mia miseria. Fisso la mia testa glabra e comincio a piangere come un bambino, stretto a Sandie come all’unico appiglio nella tempesta, come il naufrago che si aggrappa all’unica cosa che lo tiene a galla.
Lei lo sa, mi conosce tanto bene da indovinare ogni mio pensiero, mi sfiora la nuca priva di capelli e mi sussurra il suo amore, non le importa che non ci siano più capelli da arruffare, non le importa che sul mio ventre siano ben evidenti le costole e mi bacia il volto, incurante del colorito malaticcio.
Durante l’ultimo ciclo di chemio mi fissava con gli occhi lucidi e mi stringeva la mano ormai ossuta con una forza straordinaria, tanto che credo di aver sconfitto la malattia solo per non deluderla.
Mi prende per mano e mi trascina via dal bagno e fino in camera da letto, la lascio fare, mentre si stringe a me e ride, scherzandoci ancora sopra. La sua serenità mi contagia e rido, dopo tanto tempo riesco a ridere ancora e lo devo solo a Sandie.
Calmatasi, sospira e mi toglie la maglia. L’istante dopo è sopra di me, il suo sguardo pieno di passione mi trapassa e la sua mano esplora il mio corpo senza fermarsi. Smetto di respirare, lascio che il mio corpo si prenda la rivincita su Hodgkin e che Sandie mi faccia sentire di nuovo uomo.
Alla fine lei cade sul mio petto ansimando quanto me, i suoi occhi sono ancora carichi di desiderio e vorrebbe proseguire, ma riesce a capirmi, mi guarda sottecchi e ride. Sono talmente innamorato di quella risata che non vorrei mai ascoltare altro nella vita.
Mi passa una mano sulla testa glabra e per un attimo un’ombra passa su quegli occhi, non riesco a capire se sia rabbia o dolore, se sia rivolta a me. Guardandomi però mi confessa che le piaccio di più senza capelli.

Davide Zampatori

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Informazioni su Scrittori in Corso

Collettivo di scrittura e laboratorio di stile di scrittura creativa. Dal Marzo 2015 si promuove come ritrovo per autori emergenti e non, con lo scopo di migliorare la fruibilità delle produzioni letterarie contemporanee in un contesto di social media. Non costituisce una testata giornalistica ai sensi della legge n. 62 del 7-3-2001.
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Una risposta a Sandie

  1. Sara ha detto:

    Intenso…ti lascia col sorriso!

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