La pienezza

La pienezzaLa situazione era sfuggita di mano. Di nuovo. Angelo non faceva altro che guardarsi le mani sporche di terra sforzandosi di frenare i pensieri che si accavallavano nella sua mente. Perché lo aveva fatto? Cosa c’era che non andava in lui?

Eppure non era il solo, a fare quella cosa.
Avevano trovato anche un nome per quelli come lui: resurrezionisti.
Molti di loro lo facevano per soldi; rubavano le salme per chiedere grandi riscatti alle famiglie. Era successo ad esempio per il corpo di Chaplin. A volte non erano neanche professionali. Quei fessi che presero il corpo di Enrico Cuccia telefonarono sempre dalla stessa cabina. Ah, possibile che non avessero visto neanche un telefilm poliziesco? Eppure Distretto di polizia andava forte già da un anno.
Angelo scoprì questa passione ascoltando distrattamente il telegiornale, all’inizio del 2010. Mike Bongiorno, scomparso nel settembre 2009, era scomparso fisicamente di nuovo la notte tra il 24 e il 25 gennaio successivi. Provò in tutti i modi a contattare i ladri di cadaveri, senza sapere bene perché. Aveva sentito parlare dei necrofili in una puntata di South Park, ma era una cosa che gli suscitava solo ribrezzo. Forse il suo era solo spirito voyeuristico.
Come un po’tutti i ragazzi della sua età aveva fatto diversi giri su rotten.com, il passo che si fa quando ci si rompe dei film horror con effetti speciali palesemente finti. Forse voleva vedere come era un cadavere dal vivo, specialmente quello di un personaggio famoso.
Rimase molto deluso quando la salma venne riportata esattamente un anno dopo.
Suo malgrado tentò diverse volte a creare un suo gruppo per fare quelle bravate che tanto lo attiravano, ma nessuno si mostrò interessato. Anzi, si ritrovò in poco tempo isolato.
Studiò diversi modi per avvicinarsi alla pace eterna di qualcuno.
Ecco, forse voleva vedere come era la pace eterna, senza doverla provare direttamente sulla propria pelle. Cercava cadaveri diventati tali per decesso naturale. Non voleva vedere un corpo putrefatto nel dolore, quello non gli sembrava bello. Aveva una sfottuta paura di trovare qualcuno seppellito prima del tempo, con l’espressione di terrore sul volto e le unghie consumate grattando contro il coperchio della bara. Una volta era successo, ma provò un leggero brivido di piacere (dopo il sentore di panico iniziale) quando realizzò che quella stronza della sua professoressa di fisica un po’se l’era meritato. Chissà quanti alunni le avranno augurato una fine del genere, oltre lui.

Non aveva mai rubato un cadavere, nello specifico. Scavava, apriva le casse, ne ammirava il contenuto. Dove avrebbe potuto portare quegli amabili resti? A casa i suoi genitori l’avrebbero scoperto sicuramente. Oddio, forse suo padre poteva essere un tipo aperto, un po’strano. E se finalmente avrebbe potuto trovare qualcosa in comune con quell’uomo così lontano dai suoi interessi? Troppo, decisamente troppo.
Ormai la decisione, tra tanti tentennamenti era presa. Una parte, un pezzo.
Da un amico aveva saputo che in Germania era molto facile entrare nei cimiteri di notte. Lo sapeva perché andava a farcisi le canne. Il perché, poi, non l’aveva capito.
L’obiettivo era molto ambizioso.

Friederich Wilhelm Murnau. Il primo regista “maledetto”. La bara era lì, l’aveva quasi aperta. Forse avrebbe preso una mano, o la testa. Anzi, certamente la testa. Sarebbe un simbolo, il cranio che contenette il cervello del cineasta genio degli anni ’20.
Ma… La testa era l’unica parte a mancare in quel corpo imbalsamato! Qualcuno era già stato lì. Oppure erano vere le storie che giravano sui legami occulti del regista di Nosferatu! Fifa era un termine riduttivo; quello era vero e proprio terrore.
«Bu!». Saltò, emettendo solo nel pensiero un grido. Nella realtà delle cose rimase impietrito, anche nelle corde vocali. Quella dannata testa era su un paletto, davanti a lui, e affianco c’era il suo amico “emigrato” in Germania per conoscere meglio la lingua e reiscriversi nuovamente a lingue l’anno successivo. Il famoso anno successivo era passato già da due anni.
«Dai, era uno scherzo… L’ho presa ieri sera! Ma hai visto quanto è forte sta testa? Gli ho fatto una modifica».
Ah, Ruggero. La sua passione per la cannabis era pari a quella di Angelo per i cadaveri.
Aveva praticato un foro nella parte alta della nuca di Murnau e ci aveva infilato il corpo di plastica di un penna Bic. La calotta cranica, ben riempita, era diventata un comodo bong artigianale, la famosa pipa ad acqua.
Fumando insieme, quella notte, ebbero una sensazione davvero strana. Era come se compiendo quell’atto così bieco e al contempo così intimo, si fossero ritrovati a inspirare rimasugli di anima. Non seppero mai se fu l’effetto dell’erba troppo buona o se fu realmente così, ma tanto bastò a mettere quell’evento nella lista delle cose più belle della loro vita. Senza contare la volta successiva col cranio di Kafka, ma quella è un’altra storia.

Altro giro, altra corsa! Il prossimo racconto inizierà con un tema musicale ben preciso a fare da colonna sonora:

La sigla di Magnum P.I. stava finendo, mentre stava rientrando in casa.
«Ciao, mà!».
Breve e deciso. È difficile non dare cattive impressioni alla propria madre quando si torna alle dieci di mattina; ancor più difficile è dissimulare l’acido lisergico che circola ancora in corpo.
«Che cazzo è quello??? Oddio, l’ho pensato o l’ho detto a alta voce?»

Aniello Di Maio

Annunci

Informazioni su Scrittori in Corso

Collettivo di scrittura e laboratorio di stile di scrittura creativa. Dal Marzo 2015 si promuove come ritrovo per autori emergenti e non, con lo scopo di migliorare la fruibilità delle produzioni letterarie contemporanee in un contesto di social media. Non costituisce una testata giornalistica ai sensi della legge n. 62 del 7-3-2001.
Questa voce è stata pubblicata in Aniello Di Maio, Incipit e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

Commenta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...