Il vincitore

IlVincitore

Aveva sempre voluto assaggiare il burro di arachidi. Sembrava una delizia nei film. Era a dieta: era ingrassato in maniera sconsiderata. Non che fosse importante, il grasso. Un’operazione chirurgica e via, era a posto. L’operazione, però, era una seccatura. Dopo non poteva più muoversi per qualche giorno e detestava stare chiuso in camera. Erano già pochi nella nave, se si recludeva avrebbe avuto meno possibilità. Peccato per quel burro di arachidi, meglio evitarlo. Non lo avevano mai inserito nel menù della colazione… chissà quando avrebbe avuto di nuovo l’occasione di assaggiarlo. Pazienza, doveva pensare al suo obiettivo, perciò avrebbe bevuto del latte e mangiato della frutta. Riempì il vassoio e andò a sedersi vicino alla vetrata. Il panorama gli fece scattare un sorriso: “Siamo finalmente arrivati su Venere!”
La meta era vicina.
Da tanto tempo aspettava il momento giusto per la sua vendetta. Non stava più nella pelle, quello stronzo avrebbe avuto ciò che meritava.
Anni prima, lui era solo un bambino e quello stronzo un giovane giornalista sconosciuto, un giovane giornalista che per entrare nella storia del giornalismo, per essere famoso e acclamato dalle folle aveva incastrato suo padre e con false prove lo aveva ridotto sul lastrico. Nessuno si sarebbe più affidato ad un ex broker protagonista di quelle storie, quindi la perdita di credibilità fu il primo fallimento. Il secondo arrivò con l’estromissione dal partito a cui era iscritto, partito che lo stava per candidare alle elezioni come presidente. Adesso il gioco era cambiato, adesso Matteo dirigeva e m6666r. Jackson sarebbe stato la vittima. Aveva passato la sua infanzia nella campagna toscana e appena possibile aveva cambiato nome e cognome. Ricordava bene come sua madre, ricca ed elegante donna newyorchese avesse dovuto diventare una donna tutto fare in cambio di vitto e alloggio in quel posto dimenticato da Dio. Quel casolare ristrutturato era meta di molti turisti e loro erano stati fortunati a viverci. Così diceva sua madre, ma lui era sempre più convinto che lo ripetesse a sé stessa, avendo paura di aver fatto la scelta sbagliata nel tornare in Italia.
Scese dalla nave, stentava a credere quanto fossero cambiate le cose in soli vent’anni, ma era proprio lì, su Venere. Passavano dentro delle gallerie di vetro e la moderata velocità del tappeto che avevano sotto ai piedi gli permetteva di guardare la città poco lontana. Immersa in quel paesaggio sembrava così surreale. Era proprio un altro mondo. Arrivato all’inizio della città c’era una navetta per la stampa, ma lui vide un uomo con un cartello con sopra scritto il suo nome. Andò verso di lui, guardando i suoi compagni di viaggio salire uno per uno sulla navetta. L’istinto gli diceva di seguirli, ma la curiosità ebbe la meglio. Del resto era quella a renderlo un buon giornalista. Arrivò in un lussuoso hotel dove lo portarono in una stanza favolosa, non fece neanche in tempo a vedere la stanza da letto quando sentì bussare alla porta. Una volta aperto cinque persone in abito scuro entrarono senza essere invitati. Si voltò e fra di loro in piedi c’era Thomas Jackson, rimase di sasso, le cose non stavano andando come previsto.
“Signor Franchi, sono qui per l’intervista” disse l’uomo con un finto affabile sorriso.
“Oh, si. Mi scusi ma sono appena arrivato e non sono ancora pronto”.
“Il mio tempo è poco e prezioso. O ne approfitta ora, oppure è andata”.
Matteo annuì e prese il registratore e i suoi appunti nella valigia. Invitò l’uomo a sedersi e gli si mise difronte.
“Bene, iniziamo”.
L’uomo fece uscire tre dei suoi accompagnatori e fece cenno a Matteo.
“Bene Thomas Jackson, giusto?”.
L’uomo lo guardò perplesso e annuì.
“È nato in Ohio, deve essere stata lunga e tortuosa la sua strada fin qui” sorrise il ragazzo.
Jackson non parlò, attese, continuando a fissare Matteo.
La sicurezza di Matteo iniziava a vacillare.
“Con lo scandalo Thompson è iniziata la sua grande fama e l’ascesa della sua carriera. Vuole raccontarmi qualcosa al riguardo?” Matteo fingeva disinteresse.
L’uomo rise “Certo. Quello è stato il primo momento in cui il mio nome è diventato noto al grande pubblico. Di certo non è quello il motivo per il quale mi pone questa domanda. Giusto mr. Thompson?”.
Matteo rimase di sasso. Lo aveva chiamato con quel cognome, quello di suo padre, quello che si era lasciato alle spalle anni prima.
“Cosa? Scusi, io sono Matteo Franchi, credo che si sia confuso”.
“Oh no, non sono confuso. Credevi che cambiare nome mi avrebbe impedito di sapere chi sei’ Andiamo, pensavi che non mi sarei informato su ogni persona che mi avrebbe intervistato? Sono mesi che vai in giro a chiedere di me, non avevo idea di chi fossi, ma per chi sa dove cercare, non è difficile scoprirlo”.
“Non so di cosa stia parlando. Mi sono informato su di lei, ma non sono chi pensa lei”.
“Beh io penso di avere davanti il figlio di Percy Thompson, l’uomo che mi regalò la mia fama. Penso che lei sia qui per vendicarsi”.
Matteo lo guardò con fermezza, senza parlare.
“Come preferisce” guardò l’uomo dietro di lui “Allora mr. Franchi, cosa ha scoperto?”.
Matteo sospirò “Se glielo dicessi, la sua conferenza stampa diventerebbe troppo noiosa e prevedibile, non crede?”.
“Sai Thomas” l’uomo si alzò “Tuo padre, in fondo, non era male. Purtroppo aveva sbagliato, sai i soldi fanno gola a tutti…”.
“NON È VERO! HAI INVENTATO TUTTO TU!” lo interruppe Matteo alzandosi minaccioso verso di lui.
La guardia del corpo gli puntò una pistola e Matteo, spaventato, tornò a sedere.
“Come dicevo, anche lui aveva fatto i suoi errori. Certo, io ci ho buttato giù del mio, ma tuo padre aveva lasciato troppe tracce. Vedi, col tempo e l’esperienza ho capito che il suo errore è stato l’essere troppo buono. Nella vita, se si vuole qualcosa, si deve essere disposti a tutto. Sai, alcune delle informazioni che hai trovato sono vere”.
I due si guardarono negli occhi.
“Queste sono le parole di una persona senza anima” Matteo non sapeva più dove volesse andare a parare.
“Dimmi Thomas, se io ti chiedessi di darmi la tua documentazione, di lasciar stare e tornare alla tua insulsa vita sulla Terra, lo faresti? Insomma potrei aiutarti a trovare la fama che spetta ad un buon giornalista come te”.
Matteo lo guardò con aria di sfida, non avrebbe mai rinunciato, tutta la sua vita era stata proiettata in attesa di quel momento.
“Io non mi faccio comprare”.
“Peccato, sei giovane. Avresti avuto tutta la vita davanti”.
“Cos..” Matteo non riuscì a finire la parola. La guardia aveva montato un silenziatore nella pistola e, dopo essersi avvicinato velocemente, gli aveva sparato alla tempia.
“Sistema tutto, prendi i documenti nella sua valigia e torna” disse Mr Jackson prima di uscire.
Non avrebbe mai permesso a nessuno di rovinare la propria vita, lui era disposto a tutto per avere ciò che voleva. Peccato per il ragazzo, ma c’è un solo vincitore. E lui era nato vincitore.

Questo la musa lasciò a me:
In quel momento tutto gli fu chiaro. Aveva ritrovato se stesso. Quel fine settimana dopo tanto tempo si era sentito di nuovo lui. Era come se si fosse addormentato e risvegliato il sabato precedente. La sua spensieratezza e la gioia di vivere si erano fatte vive. Non voleva più lasciar andare quella fantastica sensazione. Volveva preservarla dentro di lui. Qualcosa doveva cambiare e lui sapeva esattamente cosa.
E qualcuno lo racconterà per te!

Sara Fiore

Annunci

Informazioni su Scrittori in Corso

Collettivo di scrittura e laboratorio di stile di scrittura creativa. Dal Marzo 2015 si promuove come ritrovo per autori emergenti e non, con lo scopo di migliorare la fruibilità delle produzioni letterarie contemporanee in un contesto di social media. Non costituisce una testata giornalistica ai sensi della legge n. 62 del 7-3-2001.
Questa voce è stata pubblicata in Incipit, Sara Fiore e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

Commenta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...