Nell’ombra del demonio

grin

Il vento sferzava i loro volti nascosti nel bavero della giacca. Le due figure camminavano curve, talmente vicine da sembrare un’unica chiazza indistinta. – Manca molto? – balbettò lei osservando le scarpe consumate. Lui non rispose, lo sguardo perso nell’orizzonte lontano. Lei sospirò, fissò la prossima curva, l’ennesima, sperando di trovare quello che da troppo tempo cercavano, dietro di essa.
Erano fuggiti insieme, stanchi della guerra tra le loro razze che durava da eoni e intenzionati a vivere in pace, senza più avere timore gli uni degli altri. Sapevano di essere ancora più soli, ma non importava. Si erano scontrati sul campo di battaglia per così tanto tempo che la loro rivalità era diventata qualcosa di diverso, trasformandosi in rispetto prima e una silenziosa amicizia in seguito.
Gideon era stato per millenni il più temibile dei combattenti delle armate del diavolo, freddo e calcolatore aveva combattuto ogni battaglia con la stessa forza, guidando gli eserciti degli inferi. Diane era partita come un semplice angelo tra le fila del paradiso, ma la sua perseveranza l’aveva portata molto presto a scontrarsi con la sua nemesi sui campi di battaglia.
Svoltarono l’angolo per infilarsi in un vicolo, dovevano fermarsi un istante per riprendere fiato e ripararsi dal vento, anche se non c’era tempo per farlo.
– Sei sicura di voler andare avanti? Una volta che avremo attraversato il portale insieme non potrai più tornare indietro: ci daranno la caccia per tutta l’eternità! – l’avvertì Gideon, la fissava con occhi demoniaci e pieni di brama.
Diane gli afferrò la mano, calda come la fiamma viva – Non sarei qui, altrimenti. –
Le labbra di Gideon si piegarono in un sorriso – Il tuo ardore farebbe impallidire persino i demoni della fossa più furenti! –
– Non essere più blasfemo di quanto tu non sia, Gid. – scherzò lei, era singolare essergli così vicino e sentirne l’odore, così pungente, ma per la prima volta in assoluto non averne timore.
– Sarà meglio andare, quando ho ammazzato quei due imp che ci hanno fermato prima, di sicuro ho attirato l’attenzione di ben più che qualche diavoletto di poco conto! –
Diane ripensò all’ultimo scontro che avevano avuto: Gideon era ferito gravemente, ma le aveva strappato le ali e la sovrastava in tutta la sua figura. Quando i loro sguardi si erano incontrati erano rimasti a fissarsi, dimenticando la battaglia che infuriava loro intorno. Diane non sapeva dire perché il demonio l’avesse risparmiata e perché lei non avesse colto al volo la possibilità di ucciderlo, ma era successo e in quella vita dove gli affetti non duravano mai abbastanza era meglio conoscere e rispettare un nemico, che vivere con la consapevolezza di aver perso anche lui.
– Andiamo! Siamo vicini, Diane. – la spronò, lasciando la presa e avviandosi in strada – Cosa farai una volta che saremo al sicuro? –
– Gid non so neanche se ci arriveremo! –
Lui ridacchiò, una risata cavernosa e perversa che fece storcere la bocca a Diane – Devi essere ottimista, non abbiamo combattuto per milioni di anni solo per morire a un passo da una nuova vita. –
Benché le ali le fossero ricresciute, Diane non sapeva dire quale nuova vita l’aspettava oltre quella fuga: per tutti era un angelo caduto, si era alleata con il nemico di sempre e non ci sarebbe stato più posto per lei in paradiso. Perse di nuovo il demone per mano, aggrappandosi a quel calore ormai familiare.
Raggiunsero un portone su cui era inciso un pentacolo con al centro una croce rovesciata – Fai parlare me e non guardarlo mai negli occhi, per nessuna ragione. Se vedrà i tuoi occhioni azzurri, i suoi scagnozzi ci faranno a pezzi, Diane. –
L’interno puzzava di zolfo e Diane rimase colpita dal caos sugli scaffali e per terra: ogni tipo di alambicco e di pergamena sembravano gettati lì a casaccio. Il proprietario li accolse con una bestemmia, masticando rumorosamente un chewing-gum. Diane si limitò a tenere basso lo sguardo continuando a studiare l’ambiente.
– Ho bisogno di una pergamena di rivelazione, Cambion. –
L’altro fissò Gideon con sguardo sufficiente – Con cosa la paghi, diavoletto? –
Per tutta risposta il demonio strattonò Diane fino al bancone, scoprendole un braccio – Sangue di vergine, puro come la volta celeste. Venti gocce. –
Il terrore s’impadronì di Diane, ma rimase ferma quando Gideon le incise il braccio con un artiglio e lasciò che la ferita sgocciolasse in un’ampolla.
Solo quando furono fuori si permise di aggredire il suo compagno di sventura – Come hai osato dare il mio sangue a quell’essere blasfemo? Senza dirmelo prima, per giunta! –
Gideon la fissò sfiorando di nuovo il taglio da cui usciva ancora del sangue – Era l’unico modo per avere la pergamena senza offrirgli i miei servigi! – ammise portando una goccia di sangue alle labbra – Non ti ho detto nulla perché dovevi sembrare realmente spaventata. –
Diane si liberò dalla presa, un tempo l’avrebbe ucciso per quel sacrilegio, ma non poteva più farlo: erano nella stessa situazione e una parte di se era d’accordo con Gideon nell’averla tenuta all’oscuro di quel piccolo inganno – Tutta questa strada solo per una pergamena bruciacchiata? –
– Oh, ma siamo venuti fin qui proprio per questa. –
– Quindi ora come l’attiveremo? –
Gideon le sorrise, facendo cenno di seguirlo in un altro vicolo – La magia demoniaca funziona solo quando uno spirito libero è pronto a cedere il suo stesso sangue al demone che la esegue. – spiegò indicando ancora la ferita di Diane – Tu hai appena accettato di darmene un po’! –
– Per questo mi hai portata fin qui? – fece un passo indietro.
Il demonio sorrise di nuovo, ma la sua espressione era stranamente macabra – Già, non trovi ironico tutto questo? Potevo ammazzarti e finirla, ma poi ho capito che mi saresti tornata più utile da viva! –
Diane cercò di allontanarsi, ma una forza invisibile le impedì di muoversi – Io… Gid. –
– Cosa credevi? Di essere risparmiata solo per il tuo bel faccino? – il demonio le trafisse il ventre con gli artigli, lasciando che il sangue di Diane colasse in terra – Ora grazie al tuo sacrificio volontario diventerò più potente di quanto sarei mai stato combattendo migliaia di battaglie! Con la pergamena e grazie al tuo cuore angelico aprirò un portale infernale per paradiso! –
– Avevamo detto di fuggire insieme, di lasciare la guerra. – pianse Diane cercando di raccogliere le forze.
Usando il suo sangue Gideon disegnò un pentacolo nella polvere del vicolo e la mise al centro di quel simbolo, prima di squarciarle di nuovo il ventre con le zanne.
– Io mi ero innamorata di te! – balbettò Diane allo stremo delle forze, vedendolo mentre il suo corpo si deformava in quello abominevole di un incubo maggiore.
La risata del demonio riecheggiò per tutto il vicolo – L’amore è per gli sciocchi! – le sussurrò strappando un altro pezzo di carne con le fauci insanguinate – Non temere però, porterò sempre con me un pezzo della tua anima! –

Il menestrello lancia al prossimo autore la sfida con:

“Vide quel corpo nella sua nudità perversa e il profondo taglio trasversale che squarciava in due il ventre, facendone uscire le interiora e il sangue – Sei contenta ora, Karen? –
Nell’ucciderla qualcosa dentro di lei si era spezzato, sentiva la pazzia scavarle dentro la mente e farsi strada tra i pensieri, ma fu pronta ad abbracciare quello stato d’animo. Lasciò cadere il machete e si chinò sul cadavere intenzionata a divorarne le carni ancora calde.”

Restate aggiornati con il prossimo appuntamento di Scrittori in corso!

Davide Zampatori

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Informazioni su Scrittori in Corso

Collettivo di scrittura e laboratorio di stile di scrittura creativa. Dal Marzo 2015 si promuove come ritrovo per autori emergenti e non, con lo scopo di migliorare la fruibilità delle produzioni letterarie contemporanee in un contesto di social media. Non costituisce una testata giornalistica ai sensi della legge n. 62 del 7-3-2001.
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Una risposta a Nell’ombra del demonio

  1. monica ha detto:

    Mi ha ricordato molto un fumetto delle Clamp! Il loro finale non era così macabro, però. Mi è piaciuto molto, comunque, soprattutto perché l’angelo e il demone mantengono la propria natura.

    Mi piace

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