Order 42

Era l’ordine 42 quello che l’Omnigenerale aveva in mano, era l’ultimo foglio che avrebbe mai voluto vedersi recapitare, ma tra le righe del documento stampato i suoi occhi scrutavano una dura realtà: che l’intera umanità avrebbe ricordato il suo nome. L’uomo che aveva dato inizio a tutto.
Non c’era una vera ragione per stampare quel documento, nel mondo digitalizzato persino le guerre non si combattevano più dal vivo o almeno non c’erano vere persone al fronte, eppure l’ordine 42 doveva essere stampato e inviato a tutto lo stato maggiore. Era l’etica a imporre che tutti sapessero cosa stesse per succedere, che tutti capissero l’effetto delle bombe al neutrone.
L’Omnigenerale fece scorrere le dita sulla scrivania, chiamando sua moglie. Anche gli uomini più potenti del mondo avevano sempre qualcuno con cui parlare in confidenza e dove non arrivavano ministri o consiglieri, rimaneva solo la donna con cui aveva deciso di passare la vita.
– Martha. – non c’erano smancerie tra loro, era gerarchia militare anche nell’intimità – Stiamo per cominciare, non potremo più tornare indietro. Volevo avvertirti. –
– Tornerai a casa tardi, stasera? –
Le parole dell’altra suonavano come stupidaggini, ma era imperativo cercare di mantenere una parvenza di normalità, per loro era sempre stato importante. Chiuse la comunicazione chiedendosi quanto tempo sarebbe servito per la risposta dei loro avversari.
– Tornerò, non posso dirti quando. –
Chiuse la comunicazione e per un attimo rilesse le poche righe, le guerre come l’umanità le aveva conosciute fino a quel momento non erano neanche paragonabili a ciò che annunciava l’ordine 42, alle implicazioni morali di quel gesto. Eppure andava fatto, dovevano agire.
L’ordine 42 avrebbe potuto scatenare conseguenze irreparabili, ma si era arrivati a quel genere di risposta dopo anni di inutili scaramucce e di sotterfugi nei concordati. Serviva una livella universale e sarebbe stato l’Omnigenerale a spingere il bottone.
Ci mise qualche istante a capire che il suo stato maggiore era nella stanza, era stato lo stesso Omnigenerale a convocarli per accertarsi che tutto sarebbe filato liscio, che l’indomani l’ordine 42 sarebbe stato eseguito da tutte le postazioni, senza ripensamenti.
– Siamo pronti, signore. –
– La nostra avanzata seguirà la prima ondata di bombardamenti, le unità schermate sono già dispiegate sul fronte asiatico e in Africa stimiamo un massiccio impiego dei mezzi anfibi. –
– La difesa ha già iniziato le operazioni di attivazione per le contromisure missilistiche. La contraerea è stata allertata preventivamente per resp… –
Un tremore come mille terremoti scosse l’intero bunker di comando. Frantumando la superficie in vetro del tavolo e facendo cadere alcuni dalle sedie. L’Omnigenerale si rialzò mentre una seconda scossa colpiva il bunker. La consapevolezza di essere stati attaccati non scalfì il suo autocontrollo, si fermò a pensare per un attimo a cosa avrebbe potuto fare. La rabbia montò come una marea, ogni volta che il suo volto veniva investito dai lampeggianti arancio, ogni tremore nelle pareti.
I mormorii spaventati del suo staff erano l’esempio di quanto poco fossero pronti a fare ciò che andava fatto, di quanto poco avessero capito la gravità della situazione, ma non c’era altro tempo, non potevano rimandare la loro reazione – Rispondete all’attacco! Ora! –
Nessuno lo ascoltò, imprecavano e cercavano di trovare un appiglio in quell’improvvisa tempesta di emozioni e tutta la freddezza che avevano dimostrato nel voler portare avanti la guerra era scemata.
Non c’era più alcuna parvenza di organizzazione nelle persone che si trovava di fronte, il panico aveva colpito quanto le testate nucleari dei loro nemici e la gerarchia dell’intero bunker si era sgretolata ancor prima delle sue pareti.
All’Omnigenerale non restava che andare alla propria scrivania e dare l’ordine 42, ammesso che qualcuno potesse ancora eseguirlo. Ormai il panico lambiva persino sua la coscienza. Il suono degli allarmi aveva scavato nella sua ragione e gli aveva strappato la freddezza del momento. Il continuo tremare delle pareti e le grida avevano infiacchito la sua determinazione.
Digitò il codice a dieci cifre, posò la mano tremante sulla piastra di riconoscimento e infilò la chiavetta di sblocco. Rimase a fissare il bottone che avrebbe lanciato le testate a neutroni, bastava premerlo e le principali città dei loro nemici sarebbero scomparse, annientate. La paura lo fermò.
Annaspò in cerca d’aria, cosa sarebbe rimasto del mondo dopo quel gesto? Come poteva la Terra sopravvivere a un olocausto simile? La risposta gli morì in gola, mentre il suo bunker crollava, lasciando all’Omnigenerale il tempo di pensare che almeno nessuno avrebbe mai ricordato il suo nome.

Il menestrello lancia al prossimo autore la sfida con “Incontro del terzo tipo post-apocalittico”! Restate aggiornati con il prossimo appuntamento di Scrittori in corso!

Davide Zampatori

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Informazioni su Scrittori in Corso

Collettivo di scrittura e laboratorio di stile di scrittura creativa. Dal Marzo 2015 si promuove come ritrovo per autori emergenti e non, con lo scopo di migliorare la fruibilità delle produzioni letterarie contemporanee in un contesto di social media. Non costituisce una testata giornalistica ai sensi della legge n. 62 del 7-3-2001.
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4 risposte a Order 42

  1. monica ha detto:

    Per fortuna nessuno si ricorderà il suo nome…

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  2. Aniello ha detto:

    Ma 42 è citazione a “Guida Galattica…”? Perché rende il tutto ancor più bello! 😀

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  3. Monica ha detto:

    Cavolo, devo leggerlo quel libro!

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